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“Giornata della legalità e di lotta alla mafia”. Venerdì 17 ottobre a Chioggia

Scritto da il 30 settembre 2014 alle 12:09
giornata della legalita e di lotta alla mafia chioggia

Venerdì 17 ottobre presso il Palazzetto dello sport di Borgo S. Giovanni si terrà la conferenza pubblica “Fra Stato e mafia”.

Inizio dei lavori alle ore 10.00 con il saluto del Sindaco di Chioggia. Alle ore 10.15 Dott. Angelo Jannone con “Etica e legalità: Sono la stessa cosa?”; alle ore 10.35  Gianni Palagonia con “Un poliziotto antimafia si racconta”; alle ore 10.55 Paola Toti con “Legalità e società civile”; alle ore 11.15 infine Leonardo Guarnotta con “Mafia, Criminalità Corruzione, I Giudici in prima linea.”

Conduce il Prof. Sergio Ravagnan.

A seguire nel pomeriggio, presso l’Auditorium S.Nicolò a Chioggia, alle ore 16.30 ci sarà il Concerto a scopo benefico della Fanfara Militare dell’11° Rgt. Bersaglieri, diretta dal Luogotenente Antonio Miele. Ingresso gratuito. Sarà possibile effettuare una donazione libera a favore della Casa-Famiglia del Capitano “Ultimo”, dove si assistono ragazzi vittime di mafia e donne vittime di violenza. A presentare il concerto ci sarà la prof.ssa Luisa Baldo. Nell’intermezzo saranno recitate alcune poesie di poeti locali dedicate ai bersaglieri

RELATORI

Angelo Jannone è stato comandante della Compagnia Carabinieri di Corleone dal 1989 al 1991 ed autore, con Giovanni Falcone, delle indagini sul patrimonio di Totò Riina e sul commercialista Pino Mandalari. Da Corleone fu trasferito a Catania per ragioni di sicurezza poiché entrato nelle mire del clan dei Corleonesi. A Catania ha comandato il Nucleo Investigativo ed è stato al centro di una cruenta sparatoria nel corso della quale, il 18 giugno 1992, fu catturato un intero gruppo di fuoco dei Cursoti. Dopo Catania, in Calabria ha comandato la Compagnia di Roccella Ionica ed è stato protagonista di diversi importanti operazioni contro le famiglie della Locride ed i Piromalli. Sempre in Calabria ha firmato l’informativa dell’operazione Galassia che portò all’arresto di 187 esponenti di Cosa Nostra e della famiglia della Sibaritide. Dalla Calabria viene trasferito in seguito alle dichiarazioni di un pentito che rivelavano un progetto di attentato nei suoi confronti voluto dalle Ndrine della Locride. In seguito ha comandato, per tre anni, il Nucleo Operativo di Mestre dove è stato alla ribalta per indagini contro la corruzione della Guardia di Finanza e per una cruenta sparatoria con una banda di giostrai durante la quale è stato sfiorato da colpi di Kalashnikov. E’ stato poi trasferito al Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) di Roma nell’estate del 2000 ed ha lasciato l’Arma nel dicembre 2003 con il grado di Tenente Colonnello. Durante il periodo al ROS si è infiltrato in Italia ed all’estero in organizzazioni di narcotrafficanti colombiani legati a camorristi permettendo il sequestro di 280 chilogrammi di cocaina e l’arresto di oltre 43 persone tra Napoli, Milano, Roma, Amsterdam ed il Venezuela. La vicenda è raccontata in un libro di Giorgio Sturlese Tosi “Una vita da infiltrato”, ed. Rizzoli, 2010. Al ROS ha comandato anche il Reparto Analisi durante il quale ha collaborato alla stesura del primo rapporto Economia, Criminalità e Finanza in Italia, con il capitolo “Indicatori di infiltrazioni nei settori dei pubblici appalti”. E’ stato insignito di numerosi riconoscimenti per i meriti di servizio.

Leonardo Guarnotta nasce a Palermo il 12 febbraio 1940. Entra in magistratura il 5 aprile 1965. Settantaquattro anni dei quali 49 trascorsi in magistratura. Giudice Istruttore a Milano, poi pretore a Niscemi ed a Termini Imerese, città nella quale in seguito è stato anche Giudice. Quindi l’esperienza a Palermo, prima come presidente di sezione del Tribunale e di Corte d’Assise. Dal 5 marzo 2003 Presidente del Tribunale di Termini Imerese. Eletto Presidente del Tribunale di Palermo il 15 maggio 2010. Giudice della prima sentenza Dell’Utri e già magistrato antimafia con Falcone e Borsellino. E’ stato membro del pool antimafia coordinato dal Giudice Antonino Caponnetto e con Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello ha istruito il maxiprocesso di Palermo. Ha approfondito gli aspetti finanziari della criminalità mafiosa. Il Maxiprocesso di Palermo deve il proprio soprannome alle sue enormi proporzioni: in primo grado gli imputati furono 475 (poi scesi a 460 nel corso del processo), con circa 200 avvocati difensori. Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne: 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione. Dopo un articolato iter processuale tali condanne furono poi quasi tutte confermate dalla Cassazione. A quanto è dato sapere, si è trattato del più grande processo penale mai celebrato al mondo.

Paola Toti, di Sessa Aurunca (Caserta), è pronipote dell’eroe Bers. Enrico Toti e figlia di alto ufficiale dei Bersaglieri combattente nella seconda guerra mondiale. E’ stata fondatrice e Presidente di un nucleo di Volontariato e Protezione Civile dei Bersaglieri, Presidente di un Comitato Civico, Socio Onorario del Centro Studi “Parlamento della Legalità” siciliano. Ha scritto articoli pubblicati su riviste specializzate. Da anni si occupa di antimafia ed è a fianco di associazioni antimafia che operano sul territorio nazionale. Ha fatto parte del movimento “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo Borsellino, trucidato dalla mafia insieme agli uomini della scorta. E’ socia onoraria della sezione di Chioggia dell’Associazione Bersaglieri.

“Gianni Palagonia”, un nome inventato per proteggere lui e la sua famiglia. Uno “sbirro”, ma soprattutto un uomo che ha combattuto e sta tutt’ora combattendo contro la mafia, la corruzione, per la giustizia, per la legalità. Ha scritto “Il Silenzio” e “Nelle Mani di Nessuno” e sta uscendo in questi giorni il terzo suo libro che presenterà a Chioggia durante la conferenza del 17 ottobre. Il romanzo “Il Silenzio”, ambientato in parte a Roma ed in parte a Catania, racconta la storia di un uomo divenuto poliziotto, che incontra, dopo moltissimi anni, un suo amico d’infanzia, figlio di un pregiudicato. Il poliziotto aiuta l’amico che si trova in gravi difficoltà a trovare un lavoro, ma presto la mafia del pizzo manda in fumo il locale dove l’amico aveva trovato lavoro. Trovandosi di nuovo allo sbando l’amico viene inghiottito dalla malavita. I due uomini vivono una sorta di vita parallela: da una parte il Poliziotto che sfrutta l’amico per avere notizie sul mondo della criminalità e dall’altra un malavitoso che sfrutta il Poliziotto per fare arrestare i suoi nemici. Tutto ciò contornato da storie dentro la storia dove tradimenti, amore, sentimenti e morte scuotono la coscienza dei protagonisti mettendo a nudo tutta la debolezza umana. Il romanzo “Nelle Mani di Nessuno” nasce laddove finisce il “Silenzio”. Palagonia è un pseudonimo, il nome falso di un poliziotto vero che ci racconta di notti di interrogatori e notti di pattuglia, di pentiti arricchiti, di corruzione e indifferenza. Minacciato dalla mafia, Palagonia viene mandato in una Questura del Nord Italia dove deve reinventarsi una nuova vita insieme alla sua famiglia. Suo malgrado il destino lo porta nuovamente ad occuparsi di Cosa Nostra nella sua amata Sicilia e poi in prima linea nella più grande operazione antiterrorismo degli ultimi anni, quella che dopo l’omicidio del Prof. Marco Biagi e il Sov. Emanuele Petri, porterà alla disarticolazione delle nuove Brigate Rosse. La sua vita dura e frenetica di poliziotto lo porta al disfacimento anche della sua vita privata in cui una quotidianità impossibile lo travolge. Palagonia è la voce di un uomo battuto ma non vinto, che ha pagato di tasca propria la sua ostinazione.Il libro “Nelle Mani di Nessuno” viene pubblicato con questa bellissima dedica di Carlo Lucarelli: “Palagonia ha la forza sincera della verità, lo slancio della narrativa ed il fascino misterioso dell’esperienza vissuta”.

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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