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A volte ritornano: il lungo giro degli uragani

Scritto da il 11 agosto 2014 alle 12:08
Uragano visto dal satellite

È proprio vero: a volte ritornano!

Parafrasando il titolo di un film (e di una raccolta di libri), stiamo parlando di meteorologia e ci riferiamo agli uragani: quelle immense strutture cicloniche (con l’occhio al centro) che seminano morte e distruzione nel loro percorso a causa dei venti fortissimi (tranquillamente superiori ai 200km/h) ed ingenti quantitativi di pioggia che sono in grado di scaricare in breve tempo.

Gli uragani nascono nella stagione estiva sopra il caldo oceano Atlantico nella fascia tra il tropico del cancro e l’equatore. Spinti dai venti alisei, ed aiutati dalla rotazione terrestre (legge di Coriolis), prendono subito la classica forma circolare e iniziano a ruotare in senso antiorario mentre si dirigono verso Ovest.

Nel pieno della loro forza colpiscono subito le isole caraibiche, poi, indeboliti dai passaggi sopra le isole stesse e ostacolati dalla particolare conformazione del golfo del Messico, si dirigono verso Nord, a volte colpendo gli stati sudorientali degli USA (Louisiana, Florida, Mississippi), a volte, spostandosi subito verso NordEst ed indebolendosi sempre di più fino a diventare una semplice depressione tropicale, quelli atlantici (Carolina, Virginia) e le grandi città come Washington, New York e Boston.

A questo punto inizia una nuova fase della loro vita. L’ex uragano ormai si trova ai bordi meridionali della Groenlandia, dove le correnti principali soffiano da Ovest verso Est, e proprio grazie a queste vengono spinti fino all’Islanda, dove si trova il “motore” che genera tutte le perturbazioni che colpiscono l’Europa e, ovviamente, anche l’Italia: la bassa pressione semipermanente d’Islanda, la quale aggancia l’ex uragano, lo carica di aria fredda che “aspira” dai mari del Polo Nord (siamo in estate e i ghiacci sono quasi completamente sciolti) e lo spara verso SudEst in direzione dell’Europa e del Mediterraneo.

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Nel caso invece trovasse un impedimento come un’alta pressione coriacea che staziona tra le repubbliche baltiche e la Russia, la direzione dell’ex uragano (divenuta semplice perturbazione europea) prenderebbe la strada del Mediterraneo portando anche in Italia situazioni meteoclimatiche non tipiche dell’estate.

Nell’immagine a destra possiamo vedere come i “resti” dell’ex uragano Bertha siano stati previsti arrivare in Europa.

Bertha è stata dichiarata come tempesta tropicale il giorno 1 agosto quanto era alle porte delle Piccole Antille, il primo incontro è stato con l’isola di Martinica, poi PuertoRico e quindi la Repubblica Dominicana fino arrivare alle Bahamas il 4 agosto.

Visto le “basse performance”, Bertha è stato classificato come uragano di categoria 1, con venti fino a 130km/h e pressione minima fino a 998hPa.

Il 6 agosto si è ulteriormente indebolita ed ha intrapreso la rotta di NordEst verso Halifax prima di girare verso Est in direzione delle isole Britanniche, dove è arrivata nella giornata del 10 agosto con venti superiori a 100km/h e abbondanti precipitazioni.

Nell’immagine a sinistra, invece, la perturbazione ex-Bertha che sta investendo l’Europa centrale con temporali e venti forti e nella serata tra martedi e mercoledi arriverà anche da noi con temporali anche violenti.

Autore: Luca Sassetto

Lampi, temporali e tempeste ma soprattutto NEVE! Sono Luca, ho la classica “mezza età” e per ChioggiaTV mi occupo di meteorologia facendo le previsioni del tempo per la nostra adorata città.

La mia passione è nata con la potente nevicata/gelata del gennaio 1985, quando giravo ancora col mitico Bravo perchè la patente non l’avevo ancora presa. Ma è stato con l’[...]

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