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Tribunale di Chioggia: il Sindaco Casson chiede alla Cancellieri il rispetto della legge

Scritto da il 3 febbraio 2014 alle 10:02
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Il Sindaco di Chioggia si rivolge nuovamente al Ministro della Giustizia Cancellieri, che si era recentemente resa disponibile al confronto con le realtà locali dopo la recente decisione della Corte Costituzionale che aveva dichiarato la “non ammissibilità” del referendum con il quale si chiedeva l’abrogazione del provvedimento che ha soppresso quasi integralmente le sezioni distaccate di Tribunale presenti sul territorio nazionale.

La decisione di eliminare l’importante presidio di giustizia a Chioggia, oltre che presentare svantaggi economici complessivi ed arrecare gravi disagi a tutti gli operatori del settore, presenta addirittura profili di illegittimità, in quanto va contro ai principi fondamentali dettati dalla Legislazione Speciale per Venezia e la sua laguna.

Le Legge del 1973, “madre” di tutta la normativa a tutela di Venezia e Chioggia, infatti, sancisce che “La salvaguardia di Venezia e della sua laguna è dichiarata problema di preminente interesse nazionale. La Repubblica garantisce la salvaguardia dell’ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico della città di Venezia e della sua laguna, ne tutela l’equilibrio idraulico, ne preserva l’ambiente dall’inquinamento atmosferico e delle acque e ne assicura la vitalità socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e dell’assetto territoriale della Regione”.

Questi principi, tuttora in vigore, stabiliscono in modo inequivocabile la “specialità” del territorio chioggiotto, la cui conclamata e riconosciuta fragilità rende necessari interventi di salvaguardia intesi a preservarne l’integrità naturale e a garantirne la “vitalità socioeconomica”.

Il Sindaco ha quindi voluto spiegare al Ministro che Chioggia, come Venezia, “poggia” sull’acqua, soffrendo tutte le criticità di tipo ambientale, sociale ed economico correlate ad un territorio che vive ed insiste in un contesto lagunare, il cui profondo isolamento non risulta compensato da adeguati collegamenti viabilistici e ferroviari con la terraferma e con i principali centri urbani (Padova e Mestre).

Ora, non si riesce a comprendere come lo stesso Stato, che da un lato si è preoccupato di garantire non solo la sopravvivenza fisica di un territorio più volte “insultato” dalle aggressioni della natura e perciò di straordinaria fragilità, ma anche di consentirne il permanere della popolazione assicurandone la “vitalità socioeconomica”, possa aver dall’altro deciso di privare tale territorio del suo Tribunale, punto di riferimento immancabile per tutte le attività imprenditoriali, sociali, economiche, private e personali.

Ma l’illogicità del provvedimento è ancora più grave se si pensa che il Tribunale di riferimento, per Chioggia, è diventato quello di Venezia, altra città a “statuto speciale”, caratterizzata da rilevantissime difficoltà di accesso: i collegamenti con Venezia, infatti, si affidano alla sola Strada Statale n. 309 Romea, direttrice viaria che vanta il triste primato di strada più pericolosa d’Italia, con tempi di percorrenza, durante le giornate feriali, non inferiori ai 90 minuti, cui deve aggiungersi, il tempo necessario per raggiungere le diverse sedi giudiziarie, collocate in pieno centro storico.

L’appello del Sindaco intende pertanto richiamare decisamente al pieno rispetto dei principi dettati dalla Legge. Non è né una battaglia di campanile né una polemica politica, ma semplicemente la richiesta che lo Stato non abbandoni un territorio per la cui sopravvivenza si è già positivamente espresso, riconoscendo la sua salvaguardia come “questione di preminente interesse nazionale”: pretendo che lo Stato – scrive il Sindaco di Chioggia – “sia coerente con i suoi stessi principi e con le sue leggi, così come deve immancabilmente accadere in uno Stato che voglia ancora definirsi “di diritto””.

Ecco il perché della forte istanza al Ministro Cancellieri, che tenendo doverosamente conto degli importantissimi principi della Legge speciale per Venezia e per Chioggia dovrà restituire alla comunità di Chioggia il “suo” Tribunale, in piena coerenza con quanto previsto ed imposto dal legislatore nazionale.

Il prossimo “decreto correttivo” che sta per modificare – riconoscendo talune eccezioni – la geografia giudiziaria già delineata dalla nota riforma dovrà rispettare, pena la violazione di Legge, proprio i fondamentali principi della normativa speciale che interessa l’area lagunare.

Autore: ChioggiaTV

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