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Il Partito dei Poveri, dubbi sulla raccolta di beneficienza

Scritto da il 4 ottobre 2013 alle 12:10
partito dei poveri

Scarpe, borse e cinture, indumenti e biancheria, giocattoli e fumetti. Il tutto deve essere inserito in sacchi chiusi e lasciati fuori dalle proprie abitazioni il sabato mattina dalle 9.00 in poi. Questo in breve il messaggio riportato sui volantini che, a centinaia, sono stati affissi nei giorni scorsi su tantissime abitazioni private di Chioggia e Sottomarina.

La raccolta, come è specificato nel foglietto, è organizzata dal “Partito dei Poveri”, “per la solidarietà e al riconoscimento dei diritti dei poveri». Anche se nel volantino sono riportare sede legale e contatti, sono in molti a chiedersi se si tratta di una associazione benefica o di una truffa. Infatti non si sa dove vadano esattamente a finire i beni regalati, nè chi ci sia davvero dietro questa organizzazione.

Questo “partito” è attivo già da mesi e non solo nella nostra città ma anche in altri comuni del Veneto.

La polizia ha ricevuto segnalazioni e sta valutando se e come affrontare la vicenda.

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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2 Commenti

  1. Gabriele

    12 dicembre 2013 at 22:53

    Buonasera a tutti, sono un professionista nel settore dell’abbigliamento usato, non menzionero’ mai la mia azienda per non che pensiate che scrivo per tirare l’acqua al mio mulino.
    Il partito dei poveri, re.m.pa ecc ecc comprese Humana e i vari bidoni per la raccolta degli indumenit sono tutte truffe milionarie, includo anche qualche caritas e qualche prete furbetto, per non parlare di tutte le varie associazioni benefiche.
    Volete sapere che fine fanno i vostri indumenti?
    Vengono rivenduti a ingrossi che trattano abbigliamento usato a 0,70 cent al chilogrammo,
    So per certo che in Italia NESSUNO dona nulla ai poveri o ai paesi del terzo mondo, a differenza di ditte tedesche, austriache, svizzere che rivendono gli indumenti e una buona parte dei ricavati li donano ad associazioni come unicef ecc ecc..
    Io personalente ho acquistato container di questo abbigliamento
    1 container contiene fino a 20.000 kg… Lascio a voi i conti… Altro che partito dei poveri, ricordate… Chi fa del bene NON lo dice!!!
    Noi come azienda abbiamo adottato a distanza diversi bambini con l’associazione Save the Children e sovente regaliamo a persone di cui siamo certi giocattoli, oggetti e indumenti che non possono piu essere rimessi sul mercato (piccole macchie, abbigliamento troppo datato ecc ecc)
    Vi diro di piu… La piu’ grande presa per il culo, passatemi il termine, in piu’ di un occasione ho contattato associazioni umanitarie (unicef compresa) per una donazione di oltre 2000 kg di abbigliamento estivo per l’ Africa e nessuna, nessuna nessuna associazione benefica e ONLUS hanno accettato la donazione, tutti la stessa risposta, Non e’ possibile mi spiace non siamo attrezzati per il trasporto di indumenti ma accettiamo donazioni IN DENARO.
    Nessuna associazione si ha accettato la mia donazione di indumenti, scarpe, giocattoli e pannolini, l’unica risposta interessante l’ho avuta dopo molteplici giri di telefonate con save the children in cui una centralinista di milano mi ha dato il contatto di una ragazza di torino che a sua volta mi ha dato un altro contatto per mandare la merce nelle zone colpite dal terremoto in italia.
    Perfetto, ma non bastava, dovevo provvedere io sl trasporto di un container fino alle zone colpite dal terremoto, ma dico io, vi dono 2000 kg di abbigliamento, voi con i soldi delle donazioni di tutti i cittadini non potete provvedere al trasporto?
    Guardi le facciamo sapere tra quslche giorno e da li non ho mai piu’ sentito nessuno.
    Io personalmente ho attaccato dei volantini per la raccolta deli indumenti nelle mie zone, ma 1 non ho scritto ne’ onulus ne’ che questi indumenti sono destinati ai poveri o sl terzo mondo, in poche parole non ho preso nessuno per il culo.
    E a differenza di tutti gli altri furboni ho donato indumenti, giocattoli e denaro senza dirlo a nessuno.
    Risultato: io cammino a testa alta e rimango anonimo e nella mia umilta’.
    Tutti questi si fanno una valanga di soldi e pigliano tutti per il culo, non pagano niente e non hanno nessun permesso.
    Mentre i “coglioni” come noi pagano le tasse, 4500€ l ‘anno di autorizzazioni regionali provinciali ambientali, inps e smaltimento rifiuti e non ci rimsne piu’ niente…
    Questa e’ l ‘italia ragazzi… Humana, cooperative sociali, associazioni benefiche, perfino tanti preti e tante caritas…
    Tutti ladri!
    Buona serata a tutti

  2. marco

    16 gennaio 2014 at 10:44

    Buongiorno, volevo precisare alcune considerazioni di Gabriele(Andrea,così si è fatto chiamare in un altro post), è vero che ci sono in giro diversi cassonetti per la raccolta degli abiti usati;Humana, Umanitaria Padana, Voglia di Vivere, un Sorriso per l’Ambiente, cassonetti anonimi, Caritas, ecc, ecc.
    io posso parlare dei cassonetti della Caritas perché lavoriamo per e con Loro, prima cosa se Andrea mi dice dove va a vendere gli abiti usati a 0,70 euro al KG ci andremmo anche noi, il prezzo dei grossisti è quasi la metà, per smerciare questo tipo di abbigliamento occorrono procedure lunghe e costose con permessi allucinanti, sanificazione, igienizzandone,ecc,ecc.
    La vendita degli abiti usati a grossisti e perché l’abito usato una volta introdotto nei cassonetti risulta un rifiuto per lo stato ITALIANO E DI CONSEGUENZA VA POI TRATTATO NEI DOVUTI MODI COME DICEVO PRIMA,
    La Caritas e le Cooperative Sociali che svolgono questo lavoro, con il ricavato della vendita svolgono progetti sociali legati al territorio di appartenenza, noi come Cooperativa sociale o.n.l.u.s. una volta pagati i ragazzi, assunti, tolte le spese di manutenzione dei mezzi e gasolio abbiamo anche la manutenzione dei cassonetti di nostra proprietà da rigenerare, il resto del guadagno viene reinvestito all’interno della Coop. per i vari progetti sociali che svolgiamo.
    Ad Andrea chiedo come fa a vivere se regala tutto ai poveri, mi sembra strana questa cosa.
    Precisazione, delle varie società che svolgono questo lavoro, quante sono in regola con tutti i vari permessi del caso?
    iscrizione all’albo dei rifiuti, trasporto , vendita, stoccaggio e cosi via? Lui stesso è in regola?
    Attenzione a chi donate i vostri abiti, per quello che mi riguarda sulla Caritas ho le idee molto chiare, tutto trasparente alla luce del sole.
    ciao e grazie

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