Do You Speak Chioggiotto?

Giovani chioggiotti razzisti? Le riflessioni di ChioggiaLab

Scritto da il 17 ottobre 2013 alle 13:10
La-tragedia-di-Lampedusa

La mobilità dei soggetti nel mondo deve essere un diritto garantito a tutti, non solo a chi fa di denaro e potere gli strumenti primari di controllo dei flussi migratori, causando quell’immane tragedia che da troppo tempo riempie di morte e dolore il Mar Mediterraneo.

Ribaltiamo la logica della clandestinità per affermare ancora una volta che siamo tutti clandestini, e che l’incontro delle diversità è l’unica via percorribile per liberarsi dalla dittatura dell’economia capitalista.
-ChioggiaLab

Quasi quattrocento persone sono morte nel nostro mare al largo di Lampedusa lo scorso 3 ottobre. Oltre altre 50 nemmeno una settimana dopo. Fuggivano dalla guerra e dalla miseria. Non importa di che nazionalità fossero. Erano persone. Erano donne, erano uomini, erano bambini. Erano bambini non ancora nati.

Sui social network molti giovani (e meno giovani) chioggiotti hanno partecipato “virtualmente “al dolore per queste morti. Ma molti giovani- e sottolineo giovani- hanno espresso pesanti critiche alla decisione di proclamare il lutto nazionale (in presunta difesa delle morti per suicidio per la crisi in Italia) ed, addirittura, hanno scritto commenti di gioia per questa tragedia: un barcone affondato equivale a meno stupratori, meno ladri, meno “concorrenza” per il lavoro ed i vantaggi statali che non ci sono più per gli italiani.

Commenti che mi hanno lasciato davvero, per un attimo,  senza parole.

Ieri sul sito di ChioggiaLab è comparso un articolo di analisi su questi “punti di vista” espressi da alcuni giovani della nostra città: “Non l’ho vogliamo clandestino”. Ignoranza e razzismo tra i chioggiotti 2.0.

Riporto una frase di questo articolo, che consiglio di leggere per riflettere a fondo sulla questione: “L’illegalità imposta sui destini di persone per il solo fatto di metter piede in Italia è spesso argomento per chi vuol in qualche modo giustificare il proprio razzismo.”

Non c’è scusa nè spiegazione che tenga per questi commenti. Quando si gioisce della morte di qualcuno, la colpa non è dello “Stato” o del “clandestino”, ma solo del male e dell’egoismo che c’è dentro di noi. Se la morte di un bambino non ci fa compassione, allora siamo davvero senza speranza. Inumani.

Autore: Sara Ferro

Mi chiamano Sara, vivo da sempre a Chioggia e sono nata il 12 ottobre 1979.

Lo stesso giorno nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America. Dal genovese ho imparato che l’America è quasi sempre dove non te l’aspetti. Lo stesso giorno nel 1938 iniziarono le riprese del film Il Mago di Oz, tratto da uno dei miei libri preferiti. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, da qua[...]

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