Do You Speak Chioggiotto?

Tagiare

Scritto da il 16 settembre 2013 alle 10:09
Chioggia

L’estate sta finendo. Dopo tanto lavoro, “per mì zè ora de darghe un tagio” e “molarghe un ponto”, cioè è tempo di darci un taglio, fermarmi e “mollare” un po’ di tensione.

“Daghe un tagio”- o “molighela”- significa “finiscila!” ed è la tipica espressione di chi è stufo del comportamento di qualcuno.

“Tagiare” equivale appunto a tagliare. “Al tagio le rosse!” era una esortazione usata spesso dai venditori di angurie , che la tagliavano per far vedere ai potenziali clienti quanto erano rosse. Il “tagero” è invece il tagliere, solitamente quello di legno: mia nonna lo usava anche per adagiarci la polenta caldissima o gli gnocchi freschi in attesa della cottura!

Un tempo, quando la città era colpita da maltempo, si usava “tagiare el sion”, tagliare la tromba d’aria con una preghiera /formula magica recitata a Gesù e la Madonna.

Ecco altri esempi di espressioni legate al verbo “tagiare”:

“A zè un tagiatabari”- È un pettegolo

“Tagiare de qualchedun”- Spettegolare su qualcuno

“Tagiare le onge”- Smascherare

“Tagiacali”- Pedicure

“A zè tagià!”- È una persona furba

Bevarse ‘na tagiadela.- Bere una bevanda a base di menta ed anice.

Note
Foto Sara Ferro

Autore: Sara Ferro

Mi chiamano Sara, vivo da sempre a Chioggia e sono nata il 12 ottobre 1979.

Lo stesso giorno nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America. Dal genovese ho imparato che l’America è quasi sempre dove non te l’aspetti. Lo stesso giorno nel 1938 iniziarono le riprese del film Il Mago di Oz, tratto da uno dei miei libri preferiti. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, da qua[...]

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