Do You Speak Chioggiotto?

Eschiusami, I’m Italian!

Scritto da il 13 settembre 2013 alle 10:09
Parlare lingue straniere

Settembre è (già) arrivato e mentre, i più fortunati si godono gli ultimi scampoli d’estate in riva al mare, c’è chi è già tornato al lavoro.

Scommetto che tanti, per combattere la malinconia di fine stagione, staranno già pianificando le ferie natalizie, o per lo meno pensando alla meta ideale per trascorrere la notte dell’ultimo dell’anno; perché se c’è una cosa che a noi italiani e noi chioggiotti piace fare è viaggiare!

Anche se quando partiamo stiamo sempre più attenti al portafogli, non ci piace rinunciare alle vacanze, soprattutto quelle all’estero!La movida spagnola, le eleganti coste francesi, le splendide isole greche e croate; dal fascino intramontabile di Londra, ai paradisi terresti della Thailandia, che sia estate o inverno poco importa: è sempre tempo di viaggiare, di scoprire ed esplorare. Viaggiare è vedere nuovi mondi, è vivere nuove culture, è avere nuovi occhi, ecco perché quando si torna si è sempre più ricchi di quando si è partiti!

Ma con le lingue come ce la caviamo?

Sembra essere proprio questo il nostro cruccio. Le lingue ancor oggi si confermano un osso duro: più del 60% non sa esprimersi in una lingua diversa da quella madre; anche se nel comunicare a gesti siamo dei campioni, “l’itañolo” e gli “Eschiusami I’m Italian” rappresentano un ostacolo non indifferente all’interscambio culturale, oltre che farci fare delle gran brutte figure!

Parlare lingue straniereEppure le lingue in Italia le studiamo eccome. Perché non riusciamo allora a parlarle bene?

Sarete felici di sapere che imparare una lingua straniera non è solo questione di buona volontà, ma di Hertz!

Ogni lingua è caratterizzata infatti da diversi intervalli di frequenza sonora. Sono subito evidenti ad esempio le differenze tra la lingua inglese e quella italiana: la prima si sviluppa a partire dai 2.000 Hz fino agli 16.000, mentre la seconda concentra i propri suoni tra i 2.000 e i 4.000 Hz. Queste differenze, accostate ad altri parametri fondamentali come il ritmo, l’intonazione e il tempo di emissione sillabica, comportano notevoli difficoltà per un italiano a riconoscere e riprodurre correttamente i suoni nonostante i prolungati sforzi per apprendere l’inglese.

Ma state tranquilli, per una volta non siamo gli ultimi in classifica:peggio di noi se la cavano gli Spagnoli e soprattutto i Francesi: i primi con una curva che varia dai 1.500 ai 2.500 Hz, i secondi da 120 ai 300 e dai 1.000 ai 2000.

Parlare lingue straniereLe lingue slave invece, soprattutto il russo e il polacco, hanno una gamma molto alta di frequenze acustiche: i suoni emessi vanno da circa 200 a 16.000 Hz. Gli Slavi dunque sono molto facilitati all’apprendimento di lingue diverse dalla loro già dall’esercizio della lingua madre, proprio in quanto questa, contenendo una vasta gamma di suoni, facilita un’educazione poliglotta.

Insomma sembra che non riusciamo a pronunciare correttamente perché,in fondo, non riusciamo a udire e percepire correttamente. Parliamo con gli orecchi!

Ma se il dono delle lingue è tutta una questione di ascolto, in fondo quello che dobbiamo fare è continuare a seguire assiduamente la consegna del nostro primo libro di inglese: Listen and Repeat!

Autore: Francesca Lanza

Un po’ tappa, occhi verdi, naso a patata, (quasi) sempre sorridente.

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, a volte perfino presuntuosa, ma se dovessi scegliere un solo aggettivo, usando un po’ di creatività, direi Francesca la Fanastidiosa!

Non riesco ad immaginare una descrizione come un semplice modo per comunicare chi sono, quanto piuttosto come una buona occasione [...]

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