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Comfort Food e Fotografia. Henry Hargreaves a Venezia al Museo della Follia

Scritto da il 12 settembre 2013 alle 13:09
Henry Hargreaves

Chiudere gli occhi e lasciarsi andare, scavando nella memoria, fino a rivivere il flash di un’emozione, portata dall’esile nuance di un gusto, di un aroma dimenticato.

Ecco che improvvisamente ci appare una stanza, un volto, un gesto a noi caro…Comfort Food.

Museo della Follia, Isola di San Servolo a Venezia. Questo il luogo scelto da Henry Hargreaves, giovane neozelandese dapprima modello e poi fotografo, per la sua prima mostra personale al di fuori degli Stati Uniti.

Henry Hargreaves, No Seconds – Comfort Food e Fotografia è “un percorso di riflessione sul concetto di comfort food, inteso come cibo che dà conforto, che cura e apre una breccia sulla storia di chi lo sceglie.”

In esposizione scatti tratti da lavori come Deep Fried Gadgets, Band Riders e infine la celebre serie No Seconds.

In Band Riders Hargreaves ha riprodotto il cibo che le pop star chiedono in camerino prima di entrare in scena. Nella serie No Seconds, invece, l’ultima cena dei detenuti nel braccio della morte nelle prigioni statunitensi, riprodotta in modo semplice, immediato e intimo.

Deep Fried Gadgets è forse la collezione di immagini più bizzare: diversi oggetti tecnologici fotografati come impanati e fritti.

“Mi interessava far capire quanto ormai siamo ossessionati dai device elettronici. Quando esce un nuovo iPhone tutti sentono il bisogno di averlo e l’acquisto si trasforma in una vera e propria ossessione. Ma non solo. Il nostro consumo di iPad e simili ha sempre più punti in comune con il concetto di fast food. Da qui l’idea di friggere gli apparecchi come se fossero patatine o hamburger di McDonald’s”.] “Mi interessava far capire quanto ormai siamo ossessionati dai device elettronici. Quando esce un nuovo iPhone tutti sentono il bisogno di averlo e l’acquisto si trasforma in una vera e propria ossessione. Ma non solo. Il nostro consumo di iPad e simili ha sempre più punti in comune con il concetto di fast food. Da qui l’idea di friggere gli apparecchi come se fossero patatine o hamburger di McDonald’s”.

Per chi si stesse chiedendo se Hargreaves abbia davvero fritto i nostri tanto amati iPhones, ecco svelato il segreto: “Non volevo rovinare oggetti originali. E non potevo nemmeno permettermelo. Così prima li ho fotografati, ho applicato le immagini su una base di polistirolo e schiuma di plastica, li ho impanati e li ho fritti in olio di semi di mais. Poi li ho serviti con il condimento più adatto…”.

La mostra è l’occasione adatta anche per il food movie contest L’Ultimo Desiderio. I tre food videomaker che hanno meglio condiviso, tramite video-racconto, il loro ricordo di “piatto dell’anima” saranno chiamati a partecipare agli eventi organizzati a San Servolo dove, assistiti da un team di chef professionisti, potranno far degustare al pubblico il loro comfort food personale.

La mostra è aperta fino al 24 novembre 2013, tutti i sabato e domenica dalle 10 alle 18.30. Ingresso gratuito.

Per info: te. 041.2765001, info@sanservolo.provincia.venezia.it

Autore: Sara Ferro

Mi chiamano Sara, vivo da sempre a Chioggia e sono nata il 12 ottobre 1979.

Lo stesso giorno nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America. Dal genovese ho imparato che l’America è quasi sempre dove non te l’aspetti. Lo stesso giorno nel 1938 iniziarono le riprese del film Il Mago di Oz, tratto da uno dei miei libri preferiti. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, da qua[...]

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