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Cisa Camping e Gebis: avanti con le soluzioni definitive contro l’erosione del litorale di Sottomarina

Scritto da il 12 settembre 2013 alle 15:09
ripascimento spiaggia

La stagione estiva 2013 sta tramontando, ma già si pensa a quella del prossimo anno. Uno degli obiettivi principali rincorsi da Cisa Camping e Gebis è quello di evitare che il litorale venga “mangiato” ad ogni mareggiata e che, anche per il 2014, i lavori di ripascimento non siano avviati a giugno con ruspe e geotubi tra i turisti. Sottomarina e Isola Verde vogliono presentarsi nel migliore dei modi già a maggio 2014, senza intoppi e senza cantieri sulla spiaggia.

“Stando a quanto abbiamo appreso – afferma il presidente di Cisa Camping e membro di Gruppo Turismo Luciano Serafini – dovrebbero partire al più presto i lavori per mettere definitivamente in sicurezza dalle mareggiate la parte sud del litorale di Sottomarina dove si trovano la maggior parte dei campeggi. Intervento che permetterebbe agli operatori turistici di lavorare finalmente con serenità, senza la paura che ad ogni mareggiata il litorale venga eroso. Una soluzione che la città aspetta da tantissimi anni. È  fondamentale che vengano avviati al più presto e che si concludano entro l’inizio della prossima stagione estiva. Siamo costantemente in contatto con l’assessore al turismo Silvia Vianello a cui chiediamo di controllare con attenzione tutto l’iter e di tutelare quelli che sono gli interessi, non solo degli operatori turistici, ma dell’intera città”.

Anche il presidente del Gebis (associazione che raggruppa gran parte degli stabilimenti balneari) Fabrizio Boscolo, chiede agli enti competenti, Consorzio e Magistrato alle Acque, di far partire al più presto il cantiere: “Non possiamo permetterci di avere anche nel 2014 le ruspe in spiaggia in piena stagione turistica come è capitato quest’anno. Il ripascimento è solo un intervento tampone che fa spendere tantissimi milioni di euro, ma l’anno successivo o addirittura nel corso della stessa stagione basta una mareggiata per trovarsi da punto a capo, se non peggio. Ci auguriamo quindi che la città non venga ancora una volta illusa e che i lavori partano veramente e si estendano poi anche alle altre parti di litorale più a rischio, tra cui Isola Verde”.

L’assessore al turismo Silvia Vianello confida nella celerità degli enti coinvolti, Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova. “Contiamo – afferma – che il progetto della diga soffolta, che riparerebbe il litorale dalle mareggiate, sia approvato entro ottobre in modo da iniziare l’intervento nei primi due mesi del 2014. Il primo tratto interessato dai lavori sarebbe il litorale sud di Sottomarina”.

Una tempistica che preoccupa le categorie: “Avevamo avuto rassicurazioni – conclude Serafini di Cisa Camping – sul fatto che l’intervento sarebbe partito a ottobre. Ora si parla già di gennaio. Non vorremmo che Consorzio e Magistrato, tra un’approvazione e un rinvio, facessero slittare ulteriormente la data di inizio lavori. Contiamo sull’intervento dell’assessore Vianello per evitare di perdere anche tutto il 2014 senza ottenere alcun risultato”.

Autore: ChioggiaTV

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Un commento

  1. Ugo Cedioli

    11 febbraio 2014 at 19:47

    La questione che non viene mai riportata è quella relativa alla sicurezza, ed all’impatto che l’opera avrà sull’uso della spiaggia ai fini balneari e ricreativi, per i quali è esplicitamente realizzata. La struttura in pietrame in esame, e’ posta ad una distanza dalla battigia di circa 170- 250 metri, ed ha la cresta ad una profondità di 1,20 metri sul livello medio del mare. Ciò in pratica significa che nella configurazione iniziale della spiaggia dopo i lavori (perché nel tempo la situazione cambierà come dirò dopo), il bagnante che vorrà nuotare troverà le seguenti situazioni: 1. Con il medio mare dovrà camminare 175-250 metri sulla sabbia,e avanzare per 15 metri su una scogliera la cui cresta e’ a -1,20 metri sotto il pelo dell’acqua (con mare calmo), e con buche tra masso e masso, per di fatto tuffarsi nell’acqua più alta; 2. Con la bassa marea (ipotizziamone una media di – 50 cm, ma ricordiamo che ne esistono di maggiori), dovrà camminare circa 100 metri sulla sabbia,e avanzare per 15 metri su una scogliera la cui cresta e’ a -0,70 sotto il pelo dell’acqua (con mare calmo), e con buche tra masso e masso, per tuffarsi nell’acqua più alta; 3. Con l’alta marea la situazione diventa più favorevole, e può essere facilmente immaginata. Teniamo presente che la scogliera è quasi affiorante. La cresta é a – 1,20 metri sotto il pelo dell’acqua con mare medio, e quindi (sempre con mare calmo) la cresta sarà in condizioni ordinarie di marea (-0,60 e +0,60) tra i -0,60 e -1,80. Teniamo anche presente che la scogliera soffolta sarà presto incrostata da mitili e altre forme di flora e fauna marine, che renderanno le superfici della soffolta anche taglienti. Comunque dopo le prime mareggiate successive alla costruzione della soffolta, tra la soffolta e la spiaggia si creerà un canale della profondità di 1 – 2 metri, e le onde scavalcando la soffolta creeranno una corrente che sarà senz’altro pericolosa per i bagnanti. La struttura inoltre non è visibile perché poco sotto il livello del mare, ed evidentemente è pericolosa per barche a vela, surf, ecc.. Tutto ciò renderà inevitabili alcune limitazioni alla balneazione ed alla navigazione, ed anche alcuni divieti. E’ infatti evidente che non potrà permettersi che pattini possano arrivare sopra la soffolta, poiché chiunque si tuffasse si potrebbe ferire gravemente, ed altrettanto dovrebbe farsi nei confronti dei nuotatori. Non è un caso che di soffolte simili non ne esistano in tutto l’alto adriatico?

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