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Una doppia vita: la storia di Chloe Jennings-White

Scritto da il 21 agosto 2013 alle 14:08
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Il nome di Chloe Jennings-White forse non dirà niente alla maggioranza delle persone, ma a chi è disabile come me non sarà sfuggita la sua storia.

Chloe è una bionda piacente sulla cinquantina, occhi grandi e azzurri; originaria di Londra, anche se attualmente vive nello Utah ( U.S.A.) dove svolge la professione di ricercatrice di laboratorio.

Mentre guardo un video che tratta la sua storia mi ritrovo a pensare che la signora White trasuda sicuramente intelligenza e sembra possedere anche una discreta dolcezza nei modi; non so se inorridisco di più sentendo la sua  vicenda o perchè ho pensato tutto ciò.

Chloe Jennings-White è affetta da Body Integrity Identity Disorder (Biid), ovvero un disturbo psichico che la porta a disprezzare il proprio corpo fino al punto di voler a tutti i costi cercare un’amputazione poichè ci si sente disabili e non normodotati.

Chloe è perfettamente conscia di suscitare disprezzo e rabbia in chi vive quotidianamente una disabilità fisica irreversibile e di certo non scelta, ma dichiara di volersi sottoporre ad un intervento volontario  che le provocherà la lesione del midollo spinale.

Tale intervento è troppo costoso da sostenere per la Jennings che dall’età di 4 anni si provoca ogni tipo di incidente per arrivare a tale scopo, invano; ella deve accontentarsi di girare per strada o in casa con carrozzine, protesi e stampelle, pur non necessitandone.

Passato lo sgomento iniziale, alla sottoscritta è presa una gran rabbia nell’apprendere che una persona sana desideri essere disabile ed è per questo che sono riuscita a contattare telematicamente Chloe Jennings-White.

Inizialmente il mio intento era di “vomitarle” addosso tutto il mio disprezzo ed incredulità, ma poi ho capito chiaramente una cosa: Chloe  è una donna che soffre di un disturbo psichico legato alla percezione di sè curabile solo in questo tragico modo. Lei non intende ferire o denigrare chi nasce o diventabdisabile non volendolo; semplicemente desidera potersi riconoscere nel suo corpo, parimenti a ciò che accade alle persone che decidono di diventare transessuali perchè non si ritrovano nel loro corpo.

Avendo compreso ciò, abbiamo iniziato a parlare e devo ammettere che l’impressione iniziale era corretta.

Chloe Jennings-White all’età di 58 anni ha dovuto rivelare a famigliari e amici più cari di essere sana  fisicamente, ma affetta da un disturbo psichico che l’ha portata  a fingere per anni di essere ciò che non era per star bene.

Le riflessioni che possono nascere da questa storia, possono essere molteplici e molto discordanti, le mie le ho già illustrate, una cosa però è certa: niente è mai come sembra!

Autore: Valentina Boscolo

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