Do You Speak Chioggiotto?

Paolo Voltolina ci narra la storia della “Cassandra di Venezia”

Scritto da il 6 luglio 2013 alle 16:07
paolo

14 luglio 1902. Una data che forse ai giovani non dice molto, ma che ai nostri concittadini più anziani ricorderà sicuramente un tragico evento: la caduta del campanile di San Marco a Venezia.

Il 6 luglio 1902 il campanile veniva ultimato e decorato con la statua di legno dorato dell’Arcangelo Gabriele nella cuspide, assumendo l’aspetto attuale che tutti conosciamo; ma “el Paron de casa”, così com’è affettuosamente chiamato dai veneziani, il 14 luglio dello stesso anno crollò, per essere riedificato poi, com’era e dov’era, dieci anni più tardi.

A causa di una frattura che si allargò spaventosamente in fretta, in meno di un minuto l’enorme mole della torre fu ridotta a un cumulo di macerie, alte quasi quando il palazzo Ducale, provocando un enorme boato e una poderosa scossa che mise in allarme tutta la popolazione veneziana.

Lo storico campanile, baluardo della Serenissima, la sua storia e le sue problematiche furono, e continuano ad essere oggi più di ieri, oggetto di grande attenzione; a coronare la serie di studi e iniziative sarà il testo di un giovane talento chioggiotto: Paolo Voltolina.

Curioso, intraprendente, determinato, Paolo nella sua vita ha fatto un po’di tutto, dall’impiegato al restauratore, ma ciò che lo caratterizza è la grande passione per l’arte e la storia. Ama definirsi uno “storico artigiano”, la sua preparazione è infatti frutto di studi, letture, documentazioni e di esperienze maturate direttamente sul campo, alla scuola di classici maestri del restauro, del collezionismo e dell’antiquariato.

Così anche per il suo libro: Luigi Vendrasco “la Cassandra di Venezia”, un testo che nasce dal connubio di grande entusiasmo, costanza e dedizione, e uno studio storico, attento e accurato a cui Paolo ha dedicato ben quattro anni. Il testo è, come lo definisce l’editore, “un dono di un appassionato a un appassionato”, che raccoglie in sé la sintesi tra la piacevolezza del racconto e il rigore del saggio documentato.

Luigi Vendrasco, storico capomastro trevigiano ben noto agli addetti ai lavori, ma pressoché sconosciuto al grande pubblico, legò indissolubilmente il suo nome a quello del campanile di San Marco, dal momento che, proprio come la Cassandra storica narrata tra le pagine dell’Iliade, avrebbe predetto tragiche sventure, ipotizzando con straordinaria precisione e attendibilità il crollo del campanile ben dieci anni prima.

Intervenendo dapprima per scongiurare l’installazione di un ascensore nella storica torre, poi per denunciare la mala gestione di lavori di consolidamento e restauro esterno, tenterà in extremis una previsione delle modalità del crollo, senza riuscire però a salvare il campanile dalla catastrofe a causa di troppa ottusità e miopia tra gli uffici tecnici.

Il testo ci narra la storia di Vendrasco, da capomastro a “profeta della catastrofe”, con un occhio sempre rivolto alla storia e uno all’arte. Una ricerca storica raccontata con un linguaggio semplice (seppure non semplicistico) in grado di trasmettere al lettore quell’entusiasmo che ha spinto il nostro autore ad addentrarsi nella storia e nelle vicende della Venezia di fine Ottocento, e ad avvicinare tutti noi alla storia locale, troppo spesso trascurata, abbandonata ai grossi tomi della “Sala Cultura Veneta” della nostra Biblioteca.

Il volume, edito da Il Prato, uscirà a fine settembre, e sarà il primo proposto al pubblico secondo il metodo del crowfunding, “finanziamento dal basso”o, profetizzandone il successo, “finanziamento diffuso”: saranno i lettori stessi a rendere possibile la realizzazione del progetto, diventandone così parte integrante, acquistando una o più copie a prezzo ridotto.

In un mondo dell’editoria in forte crisi, non possiamo rinunciare alla cultura. Che cosa aspettate allora? Io ho già prenotato la mia copia.

Per ulteriori informazioni visitate il link: www.finanziarecultura.it

 

 

Autore: Francesca Lanza

Un po’ tappa, occhi verdi, naso a patata, (quasi) sempre sorridente.

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, a volte perfino presuntuosa, ma se dovessi scegliere un solo aggettivo, usando un po’ di creatività, direi Francesca la Fanastidiosa!

Non riesco ad immaginare una descrizione come un semplice modo per comunicare chi sono, quanto piuttosto come una buona occasione [...]

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