Do You Speak Chioggiotto?

Giulietta diventa un bouquet

Scritto da il 2 luglio 2013 alle 17:07
balcone giulietta

Nella bella Verona due adolescenti innamorati si tolgono la vita seppellendo per sempre l’odio dei loro genitori. Dietro una maschera, sotto un balcone,sognando teneri baci e scambiandosi dolci parole, Romeo, figlio ed erede della famiglia Montecchi, e Giulietta, di casa Capuleti, si innamorano di un amore tenero ed innocente finché, divisi dagli impedimenti del caso e dalle famiglie avverse, soccomberanno nel corpo, sopravvivendo al cuore.

La storia la conoscete sicuramente tutti, il tragico amore di Romeo e Giulietta, è da sempre il dramma shakespeariano più seguito ed eseguito, un mito che dà spunto sempre a nuove iniziative.

Ma chi è questa bellissima ragazza in cui tutte, almeno una volta nella vita, ci siamo immedesimate affacciandosi alla finestra in attesa del nostro Romeo? Com’era Giulietta prima della sua storia d’amore travagliata finita in leggenda?

Ce lo racconta Giuseppe Campolieti nel suo “Giulietta e Romeo. Le parole d’amore, il linguaggio dei fiori” , edito da Lunargento- una casa editrice tutta al femminile, che,vi assicuro vale la pena di seguire!

Un’originale biografia romanzata che ricostruisce le vicende dell’eroina shakespeariana dalla culla all’idillio d’amore che l’ha resa icona immortale di ogni romantico.

Giulietta non è infatti solo frutto della straordinaria fantasia shakespeariana, tant’è vero che le vicende svoltesi nel 1303 sotto la dominazione veronese degli scaligerisono già ricordate da Dante nel Purgatorio, raccontate originariamente dal vicentino Luigi da Porta, e poi riprese da Matteo Bandello in una delle sue novelle, a cui presumibilmente Shakespeare si ispirò, mettendo in scena quella che sarà una delle sue più “fortunate” tragedie nel 1594.

Chi è dunque veramente Giulietta Capuleti? Probabilmente Zelia, la figlia tanto attesa di messer Antonio Capuleti, un ricco mercante d’ambra: fanciulla di straordinaria bellezza e temperamento audace, innamoratasi, esattamente come nella celebre tragedia, ad un ballo in maschera.

“Sotto il segno zodiacale della Vergine, con Sole e Mercurio in associazione favorevole, nel fausto giorno del sedici di settembre, all’ora di mezzogiorno (nel mentre San Zeno e la Cattedrale lanciavano nell’aria i tocchi liturgici) ecco che vide la luce una bellissima bambina in casa di ser Antonio Capuleti o Cappelletti, mercante e gastaldione, detto comunque “Messere”. Era l’anno del Signore 1284”

Combinando armoniosamente fantasia e storiografia, l’autore ci descrive una Giulietta che sboccia come un fiore: nasce lavanda, cresce margherita, si sviluppa orchidea, si trasforma in garofano, in papavero, in calendula, in girasole, in ranuncolo e in viola, per poi risplendere in rosa e morire iris; e non è un caso. Accanto alle vicende dell’eroina shakespeariana, nel testo è presente anche il tema della florigrafia romantica, sviluppato da Antonio Todaro, studioso di etnobotanica, in collaborazione con Patrizia Di Braida e Enrico Savoia, entrambi esperiti di floral designer.

Ma se vi state chiedendo cosa centrano i fiori con Shakespeare, cimentatevi con i testi del Bardo, resterete piacevolmente colpiti.

Ricordate la scena del balcone?

“Che cos’è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo.”

E ancora in “La dodicesima notte”:

“Ancora una volta quella melodia! Aveva una cadenza languida. Oh essa giungeva al mio orecchio come una dolce brezza che spira su una sponda di violette, rubandone il profumo e diffondendolo attorno.”

E vi assicuro che tra le pagine di Shakespeare troviamo margherite, ciclamini, ranuncoli, girasoli calendule e narcisi; ottima intuizione dunque quella dei nostri autori!

La storia dei due amanti veronesi si illumina di una luce nuova, irradiando metafore poetiche e delicate similitudini, diventando una storia che può essere raccontata con mille sfumature e profumi, una storia che diventa un bouquet, da preparare e sognare, perché no, anche nel giorno più importante dedicato all’amore.

Buona lettura!

Autore: Francesca Lanza

Un po’ tappa, occhi verdi, naso a patata, (quasi) sempre sorridente.

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, a volte perfino presuntuosa, ma se dovessi scegliere un solo aggettivo, usando un po’ di creatività, direi Francesca la Fanastidiosa!

Non riesco ad immaginare una descrizione come un semplice modo per comunicare chi sono, quanto piuttosto come una buona occasione [...]

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