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“Domo i giganti con un sorriso”. Intervista alla chioggiotta Chiara Tomaz, arbitro di football americano

Scritto da il 23 luglio 2013 alle 11:07
Chiara Tomaz arbitro football americano

Chiara Tomaz, chioggiotta doc, architetto per professione, arbitro di football americano per passione.

Ha iniziato nel 2007 e da allora ha diretto, oltre a molte gare del campionato italiano, compreso il Superbowl del 2011, anche il mondiale femminile di Stoccolma nel 2010 .

Qualche giorno fa Chiara ha condotto il mondiale, sempre femminile, che si è disputato a Vantaa in Finlandia.

Chiara ha diretto la finale, come già era successo a Stoccolma, tra Stati Uniti e Canada, terminata con la netta vittoria delle americane per 64-0.

Chiara, se il mondiale di Stoccolma è stato una sorpresa, questo in Finlandia è stata una lieta riconferma.

In effetti la convocazione al mondiale svedese era stata sicuramente una sorpresa per me. Stavolta devo dire che ci speravo ma non pensavo ad una nuova convocazione. L’IFAF (federazione internazione di football americano) ha visionato i miei filmati ed ha deciso di chiamarmi un’altra volta”. Secondo mondiale e seconda finale di fila diretta. Sono arrivata in Finlandia con molta più esperienza rispetto a tre anni fa ma evidentemente è stato apprezzato il lavoro che ho svolto durante il mondiale. Così per me è stata una soddisfazione enorme essere ricandidata a dirigere la finale. In un partita di football ci sono sette arbitri, io ho svolto il compito come line-judge, arbitro di linea.

La famiglia Tomaz appoggia questa tua passione?

All’inizio erano tutti un po’ preoccupati, anche perchè essendo arbitro di linea c’è sempre il rischio di essere travolti sviluppandosi il gioco spesso e volentieri a ridosso della linea laterale. Diciamo che se ti rovinano addosso sono dolori, ma ormai con un po’ d’occhio, dovuto all’esperienza, capisco prima dove arrivano i giocatori e quindi evito contatti troppo ravvicinati. Adesso comunque tutta la famiglia mi incoraggia e tifa per me, ompreso il moroso che è arbitro di football americano pure lui e spesso arbitriamo insieme.

Come ti comporti quando questi energumeni di due metri protestano a muso duro?

Non mi sono mai trovata in situazioni estreme. Certo, logicamente c’è qualche protesta, ma io rispondo sempre con un sorriso e vedo che la tensione si alleggerisce.

Se ti arrivasse una chiamata dalla NFL?

Sarei già lì prima di agganciare il telefono. Èmolto difficile, anche perchè per adesso nella NFL (La National Football League americana) ad arbitrare ci sono solo maschi.

Ti è mai capitato qualche aneddoto curioso?

Una volta un dirigente della IFAF mi riconobbe come Pink Ref, il mio soprannome: davvero imbarazzante.

Adesso il tuo obiettivo può essere il prossimo mondiale?

Sono diventata capo arbitro ma la crescita è ancora lunga. Magari, diciamo, mi piacerebbe arbitrare il mondiale maschile, ma vediamo ciò che succederà.

Autore: Daniele Zennaro

Nato a Chioggia il 27 Febbraio 1967. A BCS ricopre il ruolo di direttore responsabile della testata giornalistica radiofonica e partecipa, in qualità di opinionista,  alla trasmissione sportiva del Sabato Mezzogiorno Big Match.

La sua esperienza radiofonica parte nel lontano 1986 dai microfoni di RADIO CHIOGGIA LIBERA quando assieme ad Adolfo Pagan, conduceva un programma che si chiama[...]

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