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Il ponte sul Brenta farà morire sei Darsene. Protesta sotto il Comune

Scritto da il 12 maggio 2013 alle 20:05
Marino Masiero 2

Avviato in questi giorni il bando di gara per la costruzione del nuovo ponte sul Brenta e lo sbarramento per il cuneo salino. Un’opera controversa che potrebbe mettere in ginocchio sei darsene e tante famiglie. La scelta in particolare di come costruire l’opera è il vero nodo della questione: in altre città si sono fatte scelte di costruzioni (foto sotto, ponte di Pescara) che non bloccassero il passaggio di imbarcazioni lungo il fiume. I rappresentanti delle sei darsene posizionate sul Brenta, si chiedono perchè si sia deciso di procedere con il bando, senza cercare soluzioni diverse che potessero portare alla realizzazione dell’opera ma contemporaneamente salvaguardare le aziende che hanno investito somme ingenti in questi anni.

 

In queste ore, per portare il dibattito a livello pubblico e per fare in modo che sia ben chiaro chi si prende la responsabilità della costruzione di quest’opera, gli imprenditori che hanno investito su quel tratto di fiume hanno iniziato una protesta pacifica.

Scrive Marino Masiero, uno degli imprenditori che stanno protestando, sulla sua pagina Facebook: “per sensibilizzare l’opinione pubblica, in casi come questo, in Italia si protesta e si fa baccano. Noi abbiamo scelto invece una manifestazione silenziosa e civile. Abbiamo deciso di sederci davanti al Comune di Chioggia e starci fino a quando avremo viste riconosciute le nostre istanze. Noi non vogliamo che l’amministrazione pubblica faccia quello che sei aziende desiderano, ma abbiamo il diritto-dovere da imprenditori e da cittadini, di far si che l’amministrazione pubblica voglia sapere quanti danni fa ai privati, a se stessa ed ai cittadini di Chioggia. Poi, si decida pure di fare lo sbarramento del fiume Brenta e di far chiudere sei darsene. Ciò che conta però è che si voglia accertare la verità, prendersi le responsabilità che ne derivano e solo dopo procedere a fare l’opera. Quello che fino ad oggi non è accaduto, nonostante le nostre reiterate e chiare richieste. Vivremo in strada davanti al Comune di Chioggia ad oltranza. Non siamo soli e non ci sentiamo soli”.

Marino Masiero nel suo post su Facebook accenna anche a quanto successo qualche anno fa con la darsena San Felice, quando per una scelta fatta dall’allora amministrazione in carica iniziò un contenzioso che portò dopo vari gradi di giudizio al pagamento di 3,5 miliardi di lire da parte del nostro comune alla darsena stessa. Soldi dei cittadini e non di chi ha fatto quella scelta sciagurata. Visto che la cosa potrebbe ripetersi, Masiero e gli altri imprenditori vogliono sia ben chiaro chi si assume la responsabilità di questa scelta.

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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