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“Bianca come il latte rossa come il sangue”, il film bello come il libro

Scritto da il 15 maggio 2013 alle 12:05
Gaia-Weiss-Filippo-Scicchitano

“ Ho già letto il libro, ed è sempre più bello, si sa!”. Quante volete l’avete sentito dire?  In effetti spesso è vero, la superiorità della carta è evidente, inequivocabile, palese: è sfogliando le pagine di questi piccoli scrigni di carta che facciamo navigare la fantasia fuori da ogni confine, che le emozioni si fanno più intense.

I libri hanno questo strano potere di “penetrare” dentro di noi, ci tengono lì,catturando completamente la nostra attenzione, fino a quando non raggiungiamo l’ultima pagina.

Un libro, un bel libro, può influenzare significativamente l’interiorità di una persona entrando di diritto a far parte di sé e delle sue esperienze.

È questo che mi è capitato fin da piccolina: ho navigato “Ventimila leghe sotto i mari”, ho fatto il giro del mondo con Verne e Salgari ed ho pianto quando Mowgli ha lasciato Bagheera e Baloo nella giungla. Pensate che ho perfino deciso di iscrivermi alla facoltà di Filosofia dopo aver letto a 16 anni Jostein Gaarder con il suo “Il mondo di Sofia”!

Il bello dei libri è che fanno lo stesso effetto anche agli adulti.

” Bianca come il latte rossa come il sangue” l’ho trovato un po’ per caso ed un po’ per sbaglio nella libreria della mia coinquilina. Sarà stato il fascino di questo professore-sognatore che sceglie di fare l’insegnate perché crede in mondo migliore, meno superficiale, meno monotono, meno pecorone; sarà stato Leo, incarnazione di quel “bello ribelle e fantasioso” di cui è impossibile non innamorarsi, sarà stata la dantesca Beatrice, sempre avvolta in un velo di mistero, ma non ho potuto fare a meno di divorare il libro in un solo giorno!

“Bianca come il latte rossa come il sangue”, in questo panorama cinematografico italiano che, diciamocelo, a volte è un po’ deludente, appare anche come un film straordinario e non ha nulla da invidiare al libro. Certo, cinematografia e narrativa richiedono linguaggi diversi, si perde un po’ di spessore, un po’ di quella filosofia che tanto mi intriga, ma i protagonisti, i luoghi, i dialoghi, sceneggiati con cura da Giacomo Campiotti, sempre sotto supervisione dallo stesso autore Alessandro D’Avenia, fanno della pellicola una delle poche trasposizioni riuscite.

Campiotti riesce a sintetizzare la storia senza perdere nulla della carica emotiva che sprigiona il racconto originale, senza tralasciare i sentimenti e i pensieri del protagonista che scorrono tra le pagine semplici e commoventi. Una storia piena di colori, di sogni, di verità, di vita, quella di un adolescente che invece di consumere, dona.

Un film di grande impatto per i giovani, ma che farà commuovere anche i più grandi, facendoli tornare per qualche ora tra i banchi del liceo! A breve uscirà il dvd, vi consiglio di acquistarlo!

Autore: Francesca Lanza

Un po’ tappa, occhi verdi, naso a patata, (quasi) sempre sorridente.

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, a volte perfino presuntuosa, ma se dovessi scegliere un solo aggettivo, usando un po’ di creatività, direi Francesca la Fanastidiosa!

Non riesco ad immaginare una descrizione come un semplice modo per comunicare chi sono, quanto piuttosto come una buona occasione [...]

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Un commento

  1. Chiara Tiozzo

    1 giugno 2013 at 15:24

    Ho visto la presentazione del film e mi incuriosisce molto. Aspetto di noleggiarlo.

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