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Musica preziosa. Elide e la sua cetra

Scritto da il 11 aprile 2013 alle 21:04
Elide Siviero cetra

L’amore per la musica in me è praticamente innato: fin da piccola mi beavo dell’ascolto.

I ricordi più cari sono con uno zio, Paolo, che mi metteva seduta, in silenzio, ad ascoltare l’intermezzo della “Cavalleria rusticana” e mi diceva: «Ascolta, fa’ attenzione e ascolta…», e io ad occhi chiusi ascoltavo. L’amore per la musica quindi nasce dall’educazione all’ascolto…

Da bambina giocava a suonare un’enorme arpa immaginaria che correva lungo le scale di casa. Ora che è una bellissima donna, Elide Siviero suona la cetra e compone temi musicali.

Il suo amore per questo piccolo strumento nasce anni fa quando Elide apparteneva ad una comunità monastica e la cetra accompagnava tutti i giorni il canto salmodico.

Sembra incredibile ma Elide non ha mai frequentato un vero e proprio corso di musica. Ha imparato a suonare e comporre da autodidatta. Elide mi spiega candidamente che la cetra è un piccolo strumento che non richiede particolari abilità e si può imparare a suonarlo anche da adulti. La particolare struttura di questo strumento, costruito su accordi fissi da una parte e una scala cromatica (cioè di tutte le note in successione) dall’altra, permette di comprendere facilmente l’idea dell’armonia classica. Così l’improvvisazione o la costruzione di melodie è davvero facilitato.

Su Vimeo è possibile vedere Elide ed ascoltare i suoi brani La Gratitudine e La Fede.

Elide Siviero cetraElide, come nasce la tua musica?

C’era in me la predisposizione a comporre musica. Infatti, le partiture per cetra che erano in commercio non mi soddisfacevano: spesso erano trascritture per cetra di brani classici, o cosine piccole. Nella mia grande ingenuità, pensavo che chiunque suoni, possa anche comporre, e così mi ci sono messa. Non conoscendo però nulla di solfeggio, all’inizio scrivevo le note, ma il ritmo era totalmente impreciso. Una signora si offrì di darmi qualche rudimento di teoria, e ho provato a scrivere in maniera più precisa. Ho letto da sola alcuni trattati di armonia e di tecnica compositiva e di analisi formale per comprendere quale sia il pensiero che soggiace ad una musica. È questo quello che mi stupisce di me: è come se da dentro io capissi come si costruisce un tema musicale.

L’ascolto attento dei classici mi ha guidato: ascolto la linea melodica, ma anche come evolve l’armonia, come entrano i vari strumenti, come avviene il dialogo fra le varie parti. Per questo poi ho aggiunto ai brani per sola cetra una parte per flauto: era meraviglioso pensare a delle conversazioni fra strumenti, immaginare cosa poteva accadere. Un amico poi mi provocò a pensare per quattro strumenti e allora, da vera incosciente, ho provato a comporre musiche per quartetto d’archi, ma senza nessuno strumento, senza sapere come si suona, solo con una pianolina da un’ottava: immaginavo, immaginavo e mi chiedevo anche se le cose funzionassero, se la musica fosse bella, ascoltabile.

Le musiche nascono sempre prima di tutto dall’ascolto: ascolto di altre musiche Elide Siviero cetrae poi ascolto di me stessa. Comporre chiede poi un grande silenzio, una grande pazienza. Nella mia vita nascono dalla riflessione, dalla preghiera, dalla meditazione: spesso traduco in musica un mio pensiero profondo sulla vita, su Dio, su Cristo, sulla Chiesa. Non posso esimermi da essere credente anche quando scrivo musica. Lo dicono i titoli che i miei brani portano. Altre volte sono piccoli pensieri dedicati ai miei amici, alle persone che mi sono care. Poi ad ogni nipote ho dedicato una ninna nanna!

Nel lontano 1996 comincio ad accusare dei disturbi che si intensificano sempre più: inciampo continuamente, non riesco a suonare bene come prima la mia piccola cetra. Mi ricoverano in ospedale con la diagnosi di sclerosi multipla: sono confusa, sbalordita ma decido che questo tempo di ricovero va impiegato in maniera costruttiva: compongo qui, in ospedale, i temi per quartetto d’archi più lunghi.

La musica mi sostiene e mi fa compagnia durante le sedute di esame, durante le lunghe notti insonni, durante le varie cure. I medici passavano e mi chiedevano: «Ma cosa sta facendo?» e io: «Beh… Mi scrivo Elide Siviero cetraun quartetto per archi!», fra flebo, cateteri e apprensione!

Mi beavo di melodie che nascevano dal mio cuore. Gli amici mi chiedevano: «Ma perché scrivi i quartetti per archi se non li puoi nemmeno sentire?» e io :«Intanto li faccio esistere, poi forse un giorno li ascolterò… chissà!».

Per te ognuno nel suo piccolo è prezioso. Come fare solidarietà attraverso la musica?

Le grande opere si fanno con le piccole cose che ciascuno può compiere,  con le proprie le abilità e competenze.

Grazie ad alcuni amici ho realizzato un cd di sola cetra per finanziare una scuola per bambini sordi a Sipili in Kenia; pensateci, musica per sordi!

Poi attraverso la Murialdo World è nato Parva, piccole cose, un altro cd in quartetto d’archi per un progetto in Sierra Leone. Il progetto ha messo in moto dei veri artisti professionisti della musica che hanno accettato di eseguire i miei pezzi gratuitamente. Tutti i proventi serviranno per finanziare a Lunsar una scuola superiore di agraria, tenuta dai padri Giuseppini del Murialdo, e dotarla di un allevamento avicolo didattico e produttivo. Mi piace l’idea di note che diventano pane! Il progetto infatti si propone di sottrarre alla fame ben 230 bambini ogni anno!

Elide Siviero cetraIl cd contiene brani per cetra, duetti flauto e cetra e quei piccoli temi per quartetto d’archi che avevo composto nel 1996 in ospedale. Il Paul Klee Quartet esegue i quartetti, e il primo flauto dell’orchestra dei fiati di Padova, Stefania Soave, suona con me i miei duetti. Ne è risultato un cd prezioso, grazie anche alla grande maestria nella registrazione di Sergio Cossu (ex dei Matia Bazar che ora ha una sua casa discografica) che ha reso a pieno la qualità del suono. Tutti hanno prestato in totale gratuità la loro opera, comprese la pittrice Anna Pomponio che ha realizzato la copertina, e Alessandra Crocetta che ne ha curato la grafica.

Dico sempre che noi non chiediamo soldi: vendiamo un prodotto originale i cui proventi vanno tutti esclusivamente al progetto in Sierra Leone.

Una sorpresa graditissima ci è giunta da una terapista che lavora con bambini autistici e che ci ha raccontato come questo cd sia l’unico che riesca a calmare i suoi bimbi. Viene chiamata da loro “la musica magica”. È quindi una musica che fa bene oltre a fare del bene!

È possibile acquistare il cd Parva su www.progettoparva.org e scaricare da Itunes i brani.

Autore: Sara Ferro

Mi chiamano Sara, vivo da sempre a Chioggia e sono nata il 12 ottobre 1979.

Lo stesso giorno nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America. Dal genovese ho imparato che l’America è quasi sempre dove non te l’aspetti. Lo stesso giorno nel 1938 iniziarono le riprese del film Il Mago di Oz, tratto da uno dei miei libri preferiti. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, da qua[...]

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3 Commenti

  1. zil

    12 aprile 2013 at 08:58

    Ma è vero che Mengoni sarà tra i giudici della nuova edizione di “X Factor”?

    • Admin

      12 aprile 2013 at 10:50

      E cosa c’entra con questo articolo? 🙂

  2. rosamaria patteri

    24 settembre 2013 at 19:30

    Elide Siviero scrive bellissimi articoli bellissimi sul quindicinale Sant’Antonio di Padove.Non trovo nessuno da comparare a lei che scriva in modo così incisivo su argomenti di fede. A parte don Tonino Bello.

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