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Carne bianca, uova e latticini

Scritto da il 30 aprile 2013 alle 10:04
Carne bianca uova e latticini

Torniamo ad occuparci della nostra piramide alimentare. Ormai siamo vicini al vertice, quindi vicino a cibi da consumare meno frequentemente.

Ricordate cosa si era detto per il pesce? “Consumo frequente: almeno due volte a settimana”. Bene, qui siamo ad un gradino più in su e troviamo scritto “Porzioni moderate, consumo qualche volta a settimana”. Stiamo parlando della carne bianca, delle uova e dei latticini, il gruppo alimentare forse più presente nelle nostre tavole, in forme più o meno evidenti.

Ebbene, quanti di voi consumano questi cibi (nel loro insieme) meno del pesce? Ma. soprattutto, cosa vuol dire “consumo qualche volta a settimana”? Usando il semplice buon senso, potremmo dire che, in sette giorni, si possono mangiare una porzione di carne bianca, una di uova ed un paio di latticini, sempre tenendo conto delle specifiche esigenze individuali (bambini, sportivi, donne in gravidanza o in allattamento, ecc.).

Ma andiamo a vedere più nel dettaglio cosa mettere nel nostro carrello della spesa.

Carne biancaLa carne bianca. Quale comprare? È indifferente? Certamente no. Sarebbe sempre preferibile comprarla da allevamenti biologici o comunque da un allevatore di fiducia, in modo da mangiare carne di un animale che abbia vissuto in modo dignitoso, che abbia mangiato cibi adatti alla sua natura, che non abbia avuto bisogno di antibiotici ed altri medicinali per guarire da malattie causate da uno stile di vita poco salubre, e che non sia stato riempito di ormoni della crescita (estrogeni ed altri, che stanno causando una sempre più precoce e preoccupante pubertà nelle bambine dei paesi occidentali). Questo tipo di carne ha anche il vantaggio di essere più magra e di contenere una quantità di grassi saturi inferiore rispetto alla carne di allevamento intensivo. Certo, può essere impegnativo mangiare solo carne proveniente da allevamento biologico, eppure è uno sforzo che per questioni salutari, etiche ed ambientali andrebbe fatto. Alimentarsi in modo consapevole richiede qualche energia in più, ma ripaga nel tempo con salute e vitalità; nostra, del pianeta e dei nostri figli.

Le uova. Esistono quattro tipologie di allevamento di galline ovaiole. Avete presente il codice che si trova stampato sul guscio delle uova? Andate a guardare nel vostro frigo. Il primo numero che trovate indica il tipo di allevamento:

  • 3allevamento in gabbie: per legge si possono tenere 25 capi per m2. Le gabbie sono piccole, le une attaccate alle altre a formare dei veri e propri muri, alti fino al soffitto e lunghi per tutto il capannone. Le galline non vedono la luce del giorno ma, anzi, vivono con un’illuminazione artificiale pressoché costante che le rende “più produttive”;
  • 2allevamento a terra: per legge si possono tenere 7 capi per m2. Le galline non sono in gabbia ma vivono ammassate le une alle altre; spesso vengono loro messi dei paraocchi per evitare che, impazzendo per le condizioni di vita così stressanti, possano ferire le compagne. Anche a loro non è concesso di vedere le luce del sole;
  • 1allevamento all’aperto: per legge ogni gallina deve avere a disposizione almeno 2,5 m2. In realtà il termine “all’aperto” può essere fuorviante, infatti l’importante è che le galline abbiano accesso alla luce del sole e spesso gli allevatori optano per una semplice finestra  in una parete del capanno;
  • 0allevamento biologico: per legge ogni gallina deve avere a disposizione almeno 10 m2, di cui almeno 4 all’esterno del capanno. Inoltre, sempre per legge, le galline devono essere alimentate con cibi naturali, privi di ormoni o coloranti artificiali (che servono per rendere il tuorlo più rosso e possono, invece, essere utilizzati per le altre tipologie di allevamento). Queste uova sono più costose perché le galline, esposte alle variazioni climatiche, non hanno una produzione di uova costante e perché, poiché non vengono sottoposte ad illuminazione forzata, sono in genere meno produttive. Ma le loro uova sono più ricche di grassi buoni; anche se a volte hanno il tuorlo rosso, a volte arancio, a volte giallo. la qualità non cambia, è il bello della natura!

I latticini. Formaggi, latte e yogurt andrebbero consumati con moderazione perché ricchi di grassi saturi, proteine “acidificanti” , lattosio (che è causa di problemi intestinali nella maggior parte delle persone) e, per i formaggi, di sale. I prodotti da preferire sono gli yogurt bianchi senza zucchero e la ricotta. Sono assolutamente da evitare, invece, i formaggi fusi (formaggini, sottilette, ecc) che sono fatti con scarti di formaggi diversi addizionati di additivi chimici, emulsionanti, fosfati, polifosfati e sali di fusione tutt’altro che salutari e che, per di più, impediscono l’assorbimento del calcio a livello intestinale!

Anche per i latticini vale il discorso fatto per gli altri cibi: se da allevamento biologico saranno privi di ormoni della crescita e gli animali saranno stati allevati in modo più dignitoso. Ridurre il consumo di latticini è forse la sfida più impegnativa ma è anche quella che può portare i maggiori benefici a breve e lungo termine.

Note
Foto prese da: gusto.giornaledibrescia.it atavolacondonmimi.myblog.it www.valetudine.com palatoescarpette.blogspot.com lacompagniadelforum.forumcommunity.net

Autore: Alice Gamba

Mi chiamo Alice e svolgo la professione di Dietista come libera professionista. Dopo aver provato sulla mia pelle numerose diete, grazie allo studio universitario sono arrivata a capire che per ottenere e, soprattutto, mantenere un peso sano è necessario imparare a mangiare in modo corretto senza, però, “mettersi a dieta”. Il cambiamento deve coinvolgere lo stile di vita di una persona a [...]

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