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Andare dritto alla meta. La storia di Lorenzo Torto

Scritto da il 10 aprile 2013 alle 11:04
disabilita lavoro

È proprio vero, bisogna toccare realmente il fondo per poter risalire, immergersi nel buio per vedere una luce e l’eventuale soluzione.

È questo che deve aver pensato Lorenzo, quando ormai parecchi anni or sono ha iniziato a scrivere a chiunque, Presidente della Repubblica incluso, per trovare lavoro.

A lorenzo non si può dire: “prendi la valigia di cartone, 100 € e fatti le ossa all’estero, bamboccione!”, tipica frase del periodo di crisi che l’Italia sta vivendo; perchè lui è disabile motorio e vive in carrozzina.

Se Lorenzo partisse per una meta estera in cerca di fortuna, dovrebbe badare a se stesso e ad un assistente  che dovrebbe aiutarlo ad essere autonomo e questa, come si può ben intuire, è una vera impresa impossibile.

È così che, nello scoraggiamento più totale- dopo mille porte sbattute in faccia, in maniera velata e con giri di parole (perchè ai disabili non si dice mai la verità cruda per paura di ferire la loro innata sensibilità, ignorando che alcuni sanno essere dei veri stronzi se vogliono!)- lui decide di iniziare a scrivere alla carta stampata e alle autorità il suo dolore nel non trovare un’occupazione che gli garantisca una tranquillità non solo economica,ma anche psichica e soprattutto gli conferisca una dignità. Perchè, al pari di un disoccupato normodotato, anche chi ha una disabilità la possiede e il lavoro è prima di tutto questo: dignità.

Nove lettere per una risposta che non vuole arrivare.

“Il mio problema – cito testualmente Lorenzo –  è che non riesco a trovare un posto di lavoro neanche a tempo determinato a causa della mia disabilità che mi costringe a vivere a bordo della mia carrozzina . Sono anni che cerco di trovare lavoro. Non ho chiesto di diventare un manager, solo di fare il centralinista. Ho iniziato a bussare diverse porte di enti pubblici e realtà private: ci sono leggi che riconoscono agevolazioni fiscali per l’assunzione di persone con disabilità e altre norme che obbligano a farlo”.

Verissimo ma  sono realtà estremamente sporadiche.  Agevolazioni fiscali sono previste per tutte le aziende private che assumono persone con disabilità, mentre la legge 68/99 sul collocamento mirato obbliga gli enti pubblici ad assunzioni “speciali” in un numero variabile in base al totale dei normodotati assunti. Le leggi ci sono in effetti. Ma in Italia «di fatto  l’80% dei disabili cerca lavoro senza trovarlo e alle imprese basta pagare una multa per sottrarsi all’obbligo»

È così che, dopo l’ennesimo rifiuto celato da un’amichevole pacca sulla spalla e da un buffetto ( che noi disabili tanto detestiam0), Lorenzo Torto decide di puntare al cuore del problema: scrive al Parlamento Europeo e fa centro. Vi è stato convocato il 20 marzo, dopo aver inviato una petizione per il diritto all’occupazione delle persone con disabilità, che è riconosciuto dall’Unione Europea , ma in Italia viene sistematicamente ignorata, come se così facendo il problema potesse svanire!

Video intervento di Lorenzo Torto al Parlamento Europeo

«Basta che con la crisi cali il fatturato per sottrarsi all’obbligo di assunzione dei portatori di handicap o pagare una semplice multa – ha spiegato Torto all’Ansa. È così che ci sono 750mila persone iscritte alle liste di collocamento obbligatorio e l’80% dei disabili si è trovato a cercare lavoro senza trovarlo». A fronte dell’appello di Torto a intervenire, la rappresentante della Commissione europea Ilaria Brazzoduro ha ricordato che è in corso dal 2006 una procedura di infrazione contro l’Italia per il recepimento della direttiva 2000/78 sul lavoro dei disabili e che, nel 2011, è stata inoltrata alla Corte di giustizia.

La presidente della commissione Petizioni del Parlamento europeo, Erminia Mazzoni, si è impegnata, come proposto dai parlamentari Miguel Martinez e Peter Jahr, a scrivere alla Commissione ed alla Corte di giustizia per «chiedere un’accelerazione» delle procedure. Torto ha chiesto di fare presto, «il tempo per chi soffre è tiranno – ha affermato – e quando la giustizia tarda ad arrivare, soprattutto per i più fragili è un’ingiustizia».

Io vivo da sempre con una disabilità fisica che ne intacca parzialmente la moblità, ma per nulla le facoltà mentali e so perfettamente cosa significhi la situazione.

Per anni ho cercato lavoro nel territorio clodiense, come amministrativa, segretaria o centralinista e per anni mi sono sentita dire:”Ottimo curriculum, sei intelligente , forse troppo, ti faremo sapere noi”. Poi il nulla. So, non per sentito dire , che il Collocamento mirato o gli obblighi di Legge in Italia sono solo un’illusione. So che significa ciondolare per casa in attesa che qualcuno creda in te e ti dia fiducia, consentendoti di alzarti al mattino con uno scopo e un futuro da costruire.

Io ho quasi parzialmente ottenuto tutto ciò, seppur non a tempo indeterminato con stipendi stellari; ma so anche che tutto questo è un castello di carte pronto a crollare al primo venticello, corrispondente alle bizze dei dirigenti. Tutto ciò che Lorenzo chiede, che io e milioni di persone in Italia e nel mondo chiedono è solo questo: dignità. Non compatiteci,  dateci gli strumenti per essere competitivi e produttivi e non saremo più un costo inutile per la società. Non è molto, no?

 

Note

fonti guidafinlandia. it

foto profilo lorenzo torto

www.impresamia.it

www.mondolavoro,it

Autore: Valentina Boscolo

Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate. Nell’istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione. D’altra parte se pensate: “Non funzionerà mai”, proprio in quel momento ogni cellula del vostro essere si indebolirà, smettendo di lottare, e tutto volgerà al fallimento”(Da[...]

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