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I pescatori di Chioggia tartassati dall’Europa

Scritto da il 4 marzo 2013 alle 12:03
pescatori

Sul sito L’intraprendente, testata giornalistica con direttore Giovanni Sallusti, abbiamo trovato un interessante articolo dedicato al mondo della pesca locale. Si parla di come, negli anni, la vita dei pescatori si sia fatta particolarmente complessa a causa delle numerose normative europee. Talmente complessa che, in certi momenti, risulta difficile adempiere a queste richieste in molti casi proprio incomprensibili.

Ecco alcuni passaggi dell’articolo.

Gimmi Zennaro fa il pescatore da 37 anni. Ne aveva 14 quando ha iniziato con il padre e il fratello. “Ho finito la terza media e mi sono imbarcato”. Oggi ha due pescherecci, che danno lavoro in tutto a 18 persone ogni giorno dal molo di Chioggia. Le cose, però, sono cambiate e di molto. C’è la crisi, certo. E il gasolio che rincara. Ma ci sono anche troppe regole complicate. Per esempio, con le stesse mani che tirano su le reti, ogni giorno Gimmi deve trovare il tempo per adoperare un touchscreen, un tablet che funziona da giornale di bordo e registrare quante specie ha tirato in barca e i dettagli di quanto ha fatto, compresi gli attrezzi che ha utilizzato. Anche se piove, anche se è reduce da una notte di mare cattivo, anche se sono le tre del mattino. […] “Ci vorrebbe una segretaria a bordo, guardi” […]

Racconta Paola Camuffo, presidente dell’associazione del mercato ittico, che quello di Chioggia è sempre stato uno dei porti produttori di pesce più importanti in Italia. […]Ormai molte barche sono andate in disarmo, però, perché non omologate oltre le 3 miglia. Già qualche anno fa le direttive europee hanno impedito di pescare vicino alla costa.

“Ben venga questa regola”, dice Marco Spinadin, chioggiotto anche lui e presidente di Federcoopesca Veneto, “se serve per ripopolare il mare. Ma le specificità di ogni luogo e la sua storia devono esser tutelate. Le direttive sulla pesca che arrivano dall’Unione europea, invece, sembrano non tener conto di nulla, non hanno la minima idea di come si viva di pesca qui, in Veneto”. Spinadin racconta che oltre al giornale di bordo in formato tablet l’Europa obbliga i pescatori stessi all’etichettatura. In pratica, una tracciabilità non solo della zona dove si è pescato e i dati di chi lo ha fatto, ma anche una pesatura certosina del pescato. “Tenga conto”, spiega Spinadin, “che i produttori a Chioggia e nel Veneto lavorano soprattutto con acciughe e sarde. Ogni giorno due pescherecci tornano con anche 2500 casse. Pesarle tutte è impossibile” […]

Le mappe di Google dicono che tra Chioggia e Bruxelles ci sono quasi 1200 chilometri. E si vede.

Potete  leggere l’intero articolo firmato da Giulia Cazzaniga al link: http://www.lintraprendente.it

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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