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Festa della Donna. 8 marzo tra mimose,falsi storici e diritti civili

Scritto da il 8 marzo 2013 alle 00:03
Anarkikka 8 marzo

Eccoci qua, benvenuto 8 marzo, festa della donna! Quale giorno potrei amare di più se non quello dedicato interamente alle donne? A dire il vero, più che come “festa”, mi è sempre piaciuto ricordare l’8 marzo come la giornata internazionale della donna, e dunque come una ricorrenza, una giornata di ricordi e di memoria.

Ma conoscete la vera origine di questa celebrazione? La storia che fa risalire la festa della donna all’incendio dell’industria tessile “Cotton” è in realtà un falso storico, lo sapevate?

Secondo questa leggenda, ancor oggi molto diffusa in Italia, nei giorni antecedenti l’8 marzo, le operaie dell’industria tessile “Cotton” cominciarono a scioperare, protestando contro le deplorevoli condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero sarebbe durato diversi giorni, fino a quando l’8 Marzo, il proprietario, stanco della mancata produttività e soprattutto deciso a non riconoscere alle sue operaie alcun diritto, le avrebbe bloccate all’interno della fabbrica, rendendosi così responsabile della loro morte allo scoppio di un terribile incendio che, alcuni dicono, sarebbe stato da lui stesso provocato.

Di questa notizia però non esiste nessuna documentazione storica. Questa terribile versione dei fatti cominciò a circolare nel dopoguerra, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente accaduta: l’incendio della Triangle Shirtwaist Company del 25 marzo 1911, nel quale morirono ben 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall’Europa.

Ma l’8 marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero, né con l’incendio: l’origine della “festa” della donna ha una storia complessa e articolata.

Il primo “Woman’s Day” fu celebrato il 3 maggio 1908 a Chicago. Più che di una festa si trattò di una conferenza dedicata interamente a tematiche femminili: discriminazioni sessuali, diritto di voto, sfruttamento, in seguito alla quale il partito socialista americano decise di dedicare l’ultima domenica del febbraio successivo all’organizzazione di una manifestazione per il suffragio universale femminile. Fu così che negli States la prima giornata dedicata alla donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.

La sua istituzione internazionale risale invece al 1910, quando al VII congresso della II Internazionale Socialista, tenutosi a Copenhagen, un centinaio di donne, rappresentanti di 17 paesi, scelsero di istituire una giornata di festa per onorare la lotta femminile per l’uguaglianza sociale.

In Russia la prima “festa” della donna si celebrò così il 3 marzo 1913, in Germania l’8 marzo 1914 ed in Francia il 9 marzo dello stesso anno.

La celebrazione annuale fu interrotta poi dalla Grande Guerra, fino all’8 marzo 1917, quando a San Pietroburgo ci fu una grande manifestazione femminile per la fine del conflitto bellico e dello zarismo, che sancì questa come data storica, legittimata poi dalla Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste nel 1921.

In Italia la prima giornata della donna fu celebrata nel 1922 e fu ripresa ed ufficializzata poi dall’UPD (Unione Donne Italiane) nel 1946, che introdusse anche la mimosa come simbolo delle celebrazioni.

Nel 1977 l’Onu stabili infine che l’8 marzo fosse istituita nel mondo come la giornata internazionale delle donne.

L’8 marzo secondo Anarkikka.

Sicuramente la conoscenze del veritiero svolgersi dei fatti potrà aiutarci a difendere la validità di questa bellissima “festa” da tutti coloro che, appellandosi al falso storico, la discreditano e non la riconoscono.

Leggenda o meno, il ricordo delle operaie morte in fabbrica è diventato infatti un simbolo: quello delle vessazioni e delle discriminazioni, per nulla inventate, che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e, perché no, anche un punto di partenza per il proprio riscatto.

Da giovane donna il mio pensiero oggi va alle meravigliose madri, mogli, compagne, sorelle, che hanno dedicato la loro giovinezza e la loro vita per rendere questo mondo un po’più giusto; a coloro che hanno lottato per i loro diritti e la nostra emancipazione, e anche a tutte le donne che ancor oggi sono discriminate, magari perché semplicemente portano la gonna troppo corta, o rifiutano di piegarsi a logiche maschiliste e vergognose, donne che purtroppo non sono così tanto lontane da noi!

Buon 8 marzo a tutti!

Autore: Francesca Lanza

Un po’ tappa, occhi verdi, naso a patata, (quasi) sempre sorridente.

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, a volte perfino presuntuosa, ma se dovessi scegliere un solo aggettivo, usando un po’ di creatività, direi Francesca la Fanastidiosa!

Non riesco ad immaginare una descrizione come un semplice modo per comunicare chi sono, quanto piuttosto come una buona occasione [...]

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