Do You Speak Chioggiotto?

Pet Therapy: amore senza parole

Scritto da il 6 febbraio 2013 alle 21:02
onoterapia_15-1024x681

Avere il controllo del proprio corpo e delle proprie azioni in armonia con l’animale con cui diventi un tutt’uno: questo significava per me fare ippoterapia. Quando a undici anni ho dovuto smettere per motivi di salute mi si è spezzato il cuore, perchè io e Wolf (così si chiamava il cavallo datomi per l’attività, un esemplare salvato dal mattatoio) eravamo in perfetta sintonia.

Wolf era un essere docile che sentiva dentro di sè che i suoi piccoli passeggeri avevano bisogni “speciali”, pertanto non era bizzoso nè aggressivo ma placido ed attento, quasi protettivo con noi tutti, specie con chi aveva anche deficit psichici.

L’ippoterapia, che iniziai per migliorare il mio controllo del corpo e la postura, per chi ha disabilità intellettive e/o difficoltà relazionali può fare veri miracoli, al pari di altre terapie con animali: essa rientra infatti nelle cosidette “pet-therapy”. Significa appunto “animale terapia” e prevede l’utilizzo dei cosidetti animali da compagnia: cani, gatti, conigli, criceti, uccellini ma anche cavalli e muli, capre, mucche e delfini.

Il termine anglofono fu coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson nel 1953 in seguito ad una scoperta casuale: un bambino con tratti autistici, in cura presso di lui, si dimostrò più spontaneo e più disponibile all’interazione, dopo aver avuto un contatto, da lui stesso voluto, con il cane (cocker) di proprietà di Levinson.

In Italia la Pet Therapy arriva nel 1990 quando nasce il C.R.E.I (Centro di ricerca Etologica Interdisciplinare per lo studio del rapporto uomo-animale da compagnia) che unisce studiosi di varie discipline inerenti la salute umana ed animale, l’ambiente ed il comportamento.

Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici, il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.

Il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti interpersonali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l’occasione, cioè, di interagire con gli altri. Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici. Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato infatti dimostrato che accarezzare un animale può portare ad una  riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

La presenza di un animale desta l’interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, stimola positivamente e distoglie dal dolore e/o disagio. È cosa nota che avere un animale domestico crea nel padrone serenità e gioia nell’accudimento, oltre che un forte senso di responsabilità.

L’animale più “utilizzato” è il cane, ovvero il miglior amico dell’uomo. Viene impiegato di frequente quale co-terapeuta, sia nella cura di bambini che di adulti ed anziani attraverso l’invito al gioco e l’offerta di compagnia e la richiesta di interazione.

Il gatto invece è utilizzato per la sua indipendenza e facilità di accudimento, lo si preferisce per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o dell’età, non sono agevolate negli spostamenti esterni.

Criceti e conigli sono meno impegnativi dei precedenti, tuttavia curarli e accarezzarli può migliorare le condizioni di bambini che instaurano con essi un legame affettivo.

Gli uccelli, in particolare i pappagalli, sono indicati per persone anziane.

Il cavallo, attualmente, oltre ad attività sportive o ricreative, viene utilizzato per l’ippoterapia medica, psicologico-educativa, e riabilitativa, che viene praticata generalmente in strutture attrezzate, con il supporto di personale specificatamente preparato ed addestrato. A beneficiare dell’ippoterapia sono soprattutto i bambini autistici, i bambini down, persone con problemi motori e comportamentali.

È innegabile che l’affettività tra uomo ed animale sia tra le più pure poichè l’animale dona tutto se stesso, senza pretendere mai nulla in cambio, e tale relazione non può che portare effetti benefici ad entrambi.

Note
*nei pressi di Chioggia il maneggio più vicino in cui effettuare ippoterapia è a Camponogara * foto da pinterest.com

Autore: Valentina Boscolo

Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate. Nell’istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione. D’altra parte se pensate: “Non funzionerà mai”, proprio in quel momento ogni cellula del vostro essere si indebolirà, smettendo di lottare, e tutto volgerà al fallimento”(Da[...]

Leggi il resto su .