Do You Speak Chioggiotto?

Fisica Applicata felina

Scritto da il 19 febbraio 2013 alle 15:02
Il-gatto-e-il-latte

Nel cuore della notte sento qualcosa che mi raspa il viso: sembra carta vetrata. Dolce risveglio! Il mio gattone è in crisi d’astinenza da coccole e ha ben pensato di venirle a reclamare leccandomi il viso.

Eh sì, avete mai fatto caso che la lingua dei gatti è completamente diversa dalla nostra e da quella dei cani? La lingua dei gatti è ruvida, molto ruvida. Ma come mai?

Anche il gatto ha le papille come gli esseri umani, ma,oltre alle papille con funzione sensitiva (circumvallate) e quelle per il gusto (fungiformi), ci sono le papille filiformi, curvate ad uncino verso la gola, con diverse funzioni. Innanzitutto consentono al micio di avere una maggiore adesione alle cose di cui si ciba, permettendo ad esempio ai mici di strada di raschiare a fondo le ossa delle prede ed ai mici casalinghi di pulire per bene il fondo del piatto.

La lingua serve poi da spazzola per pulire il pelo, asportando le impurità e rimuovendo il pelo morto che viene ingerito, formando quei boli di pelo che spesso troviamo rigurgitato in giro per casa (il 99,99% delle volte esattamente sull’oggetto che speravamo non fosse rovinato: per questo i gatti hanno un sesto senso infallibile).

Ma si sa, il gatto fa di ogni cosa un’arte: il modo in cui utilizza la lingua per bere è stato addirittura oggetto di studio da parte del Dr. Stocker, direttore del laboratorio di microfluidica ambientale al Massachusetts Institute of Technology.

Avete mai osservato il pavimento di casa dopo che un cagnolone ha bevuto dalla ciotola? Uno tsunami probabilmente avrebbe effetti meno devastanti. Un gatto invece per bere tira in campo addirittura le leggi della fisica.

I felini, tutti i felini, riescono a bere bilanciando perfettamente la forza di gravità (che attira i corpi verso terra) ed il principio di inerzia il quale, semplificando un po’, afferma che un corpo continuerà nel suo stato di quiete o di movimento fintanto che una forza diversa non modificherà questo stato.

Il dr. Stocker ha utilizzato una telecamera in grado di isolare i singoli movimenti invisibili ad occhio nudo ed ha filmato il suo gatto mentre beveva. Il micio curva la parte finale della lingua formando una J quasi a forma di mestolo, ma non immerge la lingua nel liquido per utilizzarla come cucchiaio, si limita a sfiorarlo con la parte ricurva a cui il liquido rimane adeso. Quando la lingua risale, si porta dietro una colonna di liquido che viene imprigionata nella bocca prima di spezzarsi, evitando di ricadere rovinosamente nella ciotola lasciando il micio a bocca asciutta.

Non sono le papille ricurve di cui si parlava prima ad imprigionare il liquido (l’unica parte della lingua ad entrare in contatto con i liquidi è la punta che è sprovvista di tali papille) ma è appunto il perfetto bilanciamento di forza di gravità e principio di inerzia a spiegare il meccanismo: la forza di gravità tende a riportare il liquido verso la ciotola, il principio di inerzia tende a far seguire alla colonna la forza che sta agendo su di essa e portarla quindi verso la bocca del micio.

Tutto questo processo è assolutamente straordinario: il gatto naturalmente sa quale sia la velocità ideale di lappata che consente di portare il massimo volume di liquido alla bocca, tant’è che il modello matematico creato dal Dr. Stocker per studiare questo fenomeno utilizza un numero, il numero di Froude, che esprime il rapporto tra queste due forze- inerzia e gravità. Nei felini tale numero è sempre pari ad 1 confermando questo equilibrio perfetto.

La cosa che personalmente mi lascia basita è che il pavimento rimasto intonso durante tutta questa meravigliosa operazione venga poi devastato da una maldestra zampetta che, urtando o entrando nella ciotola ne rovescia completamente il contenuto. Ok, i gatti sono animali quasi magici. Ma a volte così goffi!

 

 

Autore: Silvia Verza

Mi chiamo Silvia, sono nata il 15.2.77 e sono sempre vissuta a Chioggia. Sono la “matta dei gatti” della mia famiglia.

Non sono cresciuta con animali, tranne mia sorella ovviamente. La frase usata da mia mamma- che ben conoscerete- è: “quando avrai casa tua farai quello che vorrai, ti prenderai anche 40 gatti”.

Bene, l’ho presa proprio alla lettera: appena avuto casa mi[...]

Leggi il resto su .

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *