Do You Speak Chioggiotto?

Profumo d’erba. Passeggiata nel Bosco Nordio

Scritto da il 8 gennaio 2013 alle 14:01
bosconordio5jpg

“Nel mezzo del cammin di nostra vita  mi ritrovai per una selva oscura  che la diritta via era smarrita”.
Dante

A volte però nella vita, per ritrovarsi, è necessario perdersi. Lo dice anche Cremonini nella sua ultima canzone: “dove finiscono le strade… è proprio li che nasce il giorno”. Spesso quando ci immergiamo nella natura, lontano dal caos della città e dalle chiacchere della gente, avvolti dal silenzio rotto solo dai nostri passi, dal fruscio delle foglie e dai cinguettii degli uccellini, concediamo a noi stessi un momento per ascoltare il battito del nostro cuore ed i nostri pensieri e desideri più intimi, troppe volte offuscati dalla frenesia della vita quotidiana.

Qualche giorno fa ho trascorso una bella mattinata in compagnia di Nadia Boscolo, biologa e guida naturalistica, che mi ha accompagnato alla scoperta di Bosco Nordio, un bosco antico più di mille anni, relitto di vegetazione meditterranea, con una storia che sembra esser sussurrata dagli alberi e dagli arbusti.

bosconordio1Proprietà della Città di Chioggia fino al 1565, il bosco fu in seguito concesso alla famiglia Nordio, la quale, per motivi di coltivazione, lo distrusse. Alla fine del XVIII sec. Andrea Nordio fece piantare sull’“antico abito del bosco”, cioè sui resti dell’antico boschetto di leccio e lauro, una pineta a pino domestico, coltivato già dai dogi di Venezia per il legname ed i pregiati pinoli.

Dal 1959 il bosco è Riserva Naturale Integrale. 113 ettari di superficie di litoraneo terreno sabbioso con massima protezione e libero arbitrio naturale. Poco a poco la natura ha vinto le pretese umane facendo regredire la pineta artificiale e lasciando spazio all’ orno-lecceta originaria; è nata una vegetazione che si sovrappone e si compenetra rendendo l’ambiente unico, caratterizzato da cordoni dunali che si sviluppano lungo la linea della costa; nella parte alta delle dune troviamo il bosco di leccio mentre nelle depressioni tra le dune, dove c’è più umidità, si sviluppa il querceto caducifoglio a farnia.

Una piacevole e rilassante passeggiata che stimola la mente ed emoziona, un ambiente naturale nella sua dimensione all’apparenza statica ma in realtà dinamica, piena di vita e piccoli cambiamenti spesso impercettibili all’occhio umano. Cammino lungo i sentieri e scorgo piccole radure e fioriture di profumate orchidee, esemplari di ginepro, asparago pungente, vitalba minore, sanguinella e pungitopo.

Il bosco, si sa, da sempre è soggetto vivente nelle favole e racconti popolari e fantastici. Ho quasi la sensazione di veder spuntare all’improvviso Cappuccetto Rosso con il suo cestino pieno di leccornie, o Hansel e Gretel e la dolcissima casetta di marzapane. Ma la mia, più che voglia di fiaba, è voglia di cibo, perchè l’appetito vien camminando. Non ho paura di streghe cattive e lupi parlanti perchè con la fame che mi ritrovo posso tranquillamente mangiare anche loro.
Mi sembra di essere osservata nei miei goffi e poco leggiadri movimenti. Sono molti gli animali qui presenti: gufi, allocchi, civette e barbagianni; tassi, daini, donnole, faine, volpi, toporagni, talpe e uccelli vari. Ma nessuno osa farsi vedere. Forse anche loro sentono e temono i miei morsi allo stomaco.

Cerco di non fare troppo rumore per non rischiare di disturbare Emys (nome intero Emys orbicularis L., testuggine palustre) che amoreggia a circa 30 centimetri sott’acqua. Emys è uno dei rettili italiani più minacciati di estinzione a causa delle trasformazioni territoriali e la raccolta indiscriminata di uova ed esemplari, anche per motivi culinari. Qui al Bosco Nordio c’è un progetto molto importante per la riproduzione e conservazione di questo splendido essere vivente molto longevo, che può arrivare a 130 anni di età.

Trascorro solo un’ora in questo mondo evocativo nascosto nell’ombra, ma l’insegnamento che mi lascia è molto profondo, perchè qui vita e morte coesistono in armonia, nulla è sprecato od inutile: la natura insegna che anche una carcassa può diventare linfa vitale, dalla morte può nascere una vita. Esco dall’ombra illuminata, perchè il dono di ciò che non serve più è come “la sorpresa di un raggio di sole in una giornata di pioggia” (F. Renga).

Nel Bosco è presente anche un centro visite con aule per attività didattiche per adulti e bambini. È possibile ammirare un diorama, cioè una ricostruzione di un ambiente sul relitto di un tronco dove ci sono animali imbalsamati a dimostrazione. Presto saranno possibili anche suggestive visite in notturna. Percorso accessibile anche per diversamente abili.

“Siamo foreste, montagne inviolabili, ma poi a sorprenderci è il sole,
che dissolve le ombre intorno a noi,
e impariamo a sperare un po’ di più,
a camminare, a sognare insieme,
a braccia aperte, col sorriso e un po’ più di umanità”
-R. Zero

Se volete visitare Bosco Nordio potete contattare Veneto Agricoltura:
041 82.93.760/889/809; www.venetoagricoltura.org; educazione@venetoagricoltura.org
o la cooperativa Hyla Naturalisti Associati www.hylacoop.it Cell. 338.1755.614

Autore: Sara Ferro

Mi chiamano Sara, vivo da sempre a Chioggia e sono nata il 12 ottobre 1979.

Lo stesso giorno nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America. Dal genovese ho imparato che l’America è quasi sempre dove non te l’aspetti. Lo stesso giorno nel 1938 iniziarono le riprese del film Il Mago di Oz, tratto da uno dei miei libri preferiti. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, da qua[...]

Leggi il resto su .

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *