Do You Speak Chioggiotto?

How to cook fritole, ovvero le frittelle che il mondo ci invidia!

Scritto da il 15 gennaio 2013 alle 13:01
Frittelle 5

È arrivato il Carnevale ed è ora di rimpinzarsi  alla grande!

In pochi piccoli passi vi svelerò il segreto per fare delle “fritole” da paura! Cercate nelle dispensa ed assicuratevi di avere tutti gli ingredienti.

Ingredienti

  • 500 g di farina “00”
  • 100 g di zucchero
  • acqua q.b
  • 2 uova intere,
  • grappa o marsala o liquore dolce
  • 1 mela
  • 1 scorza grattugiata di limone
  • 1 scorza grattiggiata di arancia
  • 1 busta di uvetta
  • 1 busta di pinoli
  •  1 pizzico di sale
  • lievito vanigliato in polvere
  • olio per friggere
  • zucchero a velo.

Procedimento

Bene, ora prendete una terrina, un mestolo e lavate le manine. Lavoriamo!
Nella terrina mettete la farina,un pizzico di sale, lo zucchero, le uova e mescolate; dopo aver ben lavato le uvette, mettetele a bagno nella grappa e dopo un po’ di “infusione” unitele agli ingredienti nella terrina; aggiungeteci ora la mela sbucciata e grattugiata, le scorze di limone e arancia, i pinoli, amalgamate il tutto, deve risultare omogeneo, cremoso e fisso (per intenderci il mestolo posto perpendicolare al centro dell’impasto deve riuscire a stare un po’ in piedi e scivolare lentamente); se risulta troppo denso versate pochissima acqua. Per ultima cosa aggiungete il lievito in polvere e mescolate bene con movimenti che vadano dal basso verso l’alto.

Ed ora passiamo alla cottura! Preparate una pentola a sponde alte (così non ungerete la cucina) e versate l’olio per frittura: che sia abbondante (vi consiglio di usare almeno ½ bottiglia o addirittura 1 intera, perchè le “fritole” devono girare bene mentre si friggono nell’olio. Quando l’olio è caldo (non mettete la fiamma al massimo perché l’olio mai deve bruciare) usate il porzionatore per fare le palline del gelato e raccogliete l’impasto con la “fritola” cruda e rovesciatela adagio sull’olio: nella pentola ne possono stare tante, tutto dipende dal diametro di questa. Vedrete come si doreranno! Mi raccomando non abbandonatele, tenetele  sempre d’occhio, non andate su facebook per chattare, non chiamate nessuno che ne varrà la pena! Se avete dei dubbi sulla cottura pungete una frittella “cavia”  con lo stuzzicadenti, se rimane pulito è cotta.

Che buone! Per renderle ancora più buone spolveratele di zucchero a velo. Vi consiglio di abbinare le frittelle con un vino Verduzzo Dolce D.O.C “LisonPramaggiore”. Il Carnevale è servito!

Curiosità

Ai tempi dei nostri nonni e bisnonni il primo giovedì di carnevale era quello dedicato ai “pescaòri”: questi si vestivano in abiti da pesca chic (berretto di lana a forma di calza col fiocco celeste, vestito a quadri, gilet rosso o celeste con grandi tasche, calze di lana, zoccoli, tabarro. I pescatori gettavano confetti alle giovani ferme davanti all’uscio di casa.
“Ziòba grasso” invece era riservato ai “terieri”, contadini, artigiani, operai che bevevano nelle osterie e regalavano confetti alle ragazze. I fidanzati regalavano “el mandolon” alle “morose”: un grosso confetto che al centro aveva un fiore disegnato; dentro al mandolon c’era un bigliettino con frasi amorose e tre numeri da giocare al lotto. Altri cibi tipici nel periodo carnevalesco erano: galani, cenci o crostoli, favete, le castagnole e le fritole fatte anche con riso e zucca. Il venerdì grasso le donne cucinavano “i gnòchi” e la “polenta consa”. In città la festa esplodeva il martedì grasso con carri, cortei, lanci di arance e cioccolatini, poi in serata tutto finiva quando veniva “brusà el pupoloto”. Ciosoti e marinanti il primo giorno di Quaresima usavano “soterare el carnevale” a Brondolo per fare le ultime mangiate prima del silenzio.

Vi faccio una domanda: ve la ricordate la fiaba del Barba Sucon? Bene, allora prendete fersura, fersurin e fersuron e “bon carnevale a tuti!”

Autore: Elisabetta Donaggio

“I am he as you are he as you are me and we are all together”.  Mi piace partire con l’inizio di “I’m the walrus”, surreale canzone dei Beatles per presentarmi. Sono nata alla fine di luglio di …enta anni fa;insegno alla scuola Primaria. Sono vegetariana convinta dal 1996, amo la natura e la pace, vivrei di anguria e zucchero filato, AMO CHIOGGIA città “cubo di Rubi[...]

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