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Famiglie e Soprannomi di Chioggia, un volume imperdibile

Scritto da il 7 gennaio 2013 alle 12:01
Famiglie e soprannomi di Chioggia

Molto si impara dai libri e molto dalle persone. Ancor di più si impara dalle persone che scrivono libri. In uno dei miei quotidiani viaggi da pendolare ho conosciuto Pier Giorgio Tiozzo, autore di un volume sull’affascinante mondo dell’ onomastica chioggiotta: “Famiglie e soprannomi. Saggio di onomastica chioggiotta dal 1700 al 2010”. Curiosa come sono, ho voluto saperne di più circa l’origine del mio cognome: Ferro. Che orgoglio sentire che i Ferri sono ritenuti una delle famiglie più antiche di Chioggia! Non contenta, ho “interrogato” Pier Giorgio su cognomi e detti di tutti i miei amici e parenti. Da una piacevole chiaccherata con generoso regalo del prezioso volume in questione e la “moderna” amicizia su Facebook è nata una intervista molto interessante, alla scoperta di una comunità che si esprime socialmente e culturalmente attraverso i cognomi, detti e “nominanse” della sua gente.

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Pier Giorgio, da dove nasce il tuo amore per l’onomastica chioggiotta?

Dall’attenzione verso la città e il territorio, perché sono arrivato alla ferma convinzione che gli aspetti di vita popolare costituiscono uno degli elementi più preziosi e caratterizzanti della nostra realtà, una risorsa da non disperdere lasciandola nel dimenticatoio. L’onomastica è uno dei modi per entrare in modo diretto dentro le tradizioni popolari. Ho ritenuto che offrire un quadro complessivo dei soprannomi dei tre diversi microcosmi locali (Chioggia, Sottomarina, Frazioni) potesse essere utile a renderci più consapevoli di molti aspetti. Mantenerne la memoria consente di avere uno strumento per sentirsi maggiormente comunità.

Cognome, detto, soprannome. Che relazione esiste tra di essi?

Il cognome ha origini che possono risalire al due/trecento e dal settecento si è cristallizzato ed è diventato ufficiale con l’anagrafe civica. Il detto è rimasto come tradizione orale; risale sicuramente a periodi lontani ma documenti con parecchi detti, quindi complessivi per una comunità, si hanno solo a partire dal settecento. Prima si confondeva con il cognome e in qualche caso lo sostituiva; con la diffusione dell’anagrafe pubblica è rimasto come uso orale, ma spesso nella vita quotidiana era più diffuso del cognome (non raramente si ‘scopriva’ il cognome di una persona solo vedendo le ‘pigrafe’).

Soprannome è termine più generico e italiano. L’ho usato per indicare sinteticamente ciò che non è nome e non è cognome, e cioè: i deti, le nomenanse, i nomignoli personali (che altrove vengono chiamati diversamente).

I detti (che sta per ‘chiamato’) sono soprannomi consolidati nel tempo, sono quelli che risultavano nelle carte d’identità di alcune persone (poco più di 100) e tutti gli altri quelli che ho riscontrato sia nell’ottocento sia a fine novecento (circa 500). Nomenanse (in italiano ‘nominanze, nomea’) i soprannomi, sempre familiari (che cioè si trasmettevano di generazione in generazione) ma con minore longevità, riscontrati solo nell’ottocento o solo nel novecento (in totale oltre 1500). Spesso sono un ulteriore sottogruppo dei detti: ad es. c’è un famiglia Tiozzo che all’anagrafe è detta Brasiola, ma all’interno di questi si individua un folto gruppo noto come Beppei e più in particolare è maggiormente conosciuta (da quasi un secolo) come Capitano (quindi ha di fatto due nomenanse).

Quanto conta il contesto geografico ed il contesto familiare nell’uso di un termine piuttosto che un altro?

Il soprannome è stato studiato come modalità che il gruppo sociale usa per inquadrare una persona, per individuarla ma anche, per così dire, ‘assoggettarla’ al gruppo. Quindi è molto legato al contesto sociale, all’area di provenienza (che un tempo era spesso molto caratterizzata). Diventa così il modo in cui diverse componenti della società riconoscono una persona, ne fanno un proprio componente: de chi zestu (fio), de che rassa zestu, mi chiedevano quando ero piccolo. Con il detto familiare venivo subito inquadrato. Non raramente la forma usata per il soprannome, o la voce stessa, derivavano da tradizioni familiari: ad esempio molti sono derivati dalla mamma, specie se questa aveva un ruolo sociale forte (ad es. gestiva un’attività o era più conosciuta del marito). Non era raro che si usassero più detti, a livello familiare, amicale o sociale, se nei diversi contesti prevaleva il riferimento ad un genitore o all’altro o altri elementi (ad es. il lavoro con una persona che aveva un altro detto).

Come si è svolta la ricerca che ha portato alla realizzazione del tuo libro?

Sono partito da una raccolta orale fatta tra i miei compaesani nel 1993-4 (assieme ad Alberto Moscheni), da questa sono andato a cercare le fonti archivistiche (in particolare presso i registri anagrafici comunali dell’ottocento che riportano il soprannome), poi ho consultato altre fonti (manoscritti della Biblioteca civica, pubblicazioni varie) ed ho fatto un’ulteriore verifica orale contattando parecchie persone del territorio di Chioggia, alcuni per le proprie famiglie, altri come informatori più generali. Ho sistemato il tutto in un elenco alfabetico complessivo collegando il soprannome al cognome (per quanto possibile) ricercando motivazioni per le spiegazioni etimologiche ed evidenziando alcuni elementi curiosi e di tipo soci0-culturale. Ho quindi scritto un saggio introduttivo su come vedevo le diverse questioni e integrato il testo con foto: stemmi di tutte le famiglie di Chioggia del 1780, disegni di vele di fine ottocento, soprannomi usati in attività commerciali.

Piccola curiosità: qual è il cognome che ha più detti e “nomenanse”?

Certamente Boscolo, che è anche il cognome largamente più diffuso a Chioggia e caratteristico di Sottomarina. Il cognome ha a Chioggia oltre 7700 residenti, in confronto ai circa 2500 Tiozzo, 1700 Penzo, e al massimo 1000 portatori per altro altri 3 cognomi (nel volume vengono indicati anche questi elementi). Tra i Boscolo ci sono 83 detti anagrafici, diventati ora secondo cognome, e ho individuato 2400 romenanse. Il detto più diffuso è Ceggion, con 641 portatori, seguito dai 591 Meneguolo: vi sono quindi molte più persone con questi detti che portatori della maggiorparte dei cognomi locali.

Detti e nomenanse sono una peculiarità della lingua chioggiotta o possono essere trovati anche in altri dialetti italiani?

Il soprannome è presente anche in quasi tutte le comunità, specie fino qualche decennio fa. A Chioggia (isola che è sempre stata popolosa e popolare) hanno assunto una diffusione ed un ruolo particolare, in modi specifici nel mondo della pesca e per i detti che sono diventati anagrafici, in ragione dell’alta concentrazione dei Boscolo e dei Tiozzo a Sottomarina. In seguito a questi elementi Chioggia può essere considerata “la città dei detti”.

pier giorgio tiozzoQual è secondo te il futuro di questa microlingua così speciale? Quali gli strumenti più adatti per tramandarla?

Dal 2010 alcuni detti (come il mio) sono diventati secondo cognome e rimarranno nei secoli. Altri permangono nella cultura popolare perché ancora molto usati (specie per attività pubbliche, ditte artigianali e commerciali). Molti sono destinati a sparire, in seguito al mutare della vita sociale e a quelli che chiamiamo processi di globalizzazione. Ma vedo in parecchi giovani un interesse per conoscerli e per mantenerli, oltreché per crearne di nuovi, come si faceva anche nel passato. Quindi penso che in parecchi casi se ne conservi l’uso o almeno la memoria, e il volume vuole mostrare qual è il mondo di riferimento di queste tracce che persistono. In ogni caso, conservarne la memoria, attraverso i racconti dei nonni e dei genitori, aiutati magari dal volume che ora è a disposizione, consente di mantenere un elemento di identità familiare e comunitaria che secondo me è prezioso perché coinvolge corde profonde di ciascuna persona.

Per informazioni sul volume, comunicazioni e contatti con l’autore, scrivere a: dettichioggiotti@gmail.com.
Il volume può essere acquistato presso la libreria Il Leggio a Sottomarina
Note
Foto di Chioggia Cristina Carbonin. Stemmi Comune di Chioggia. Qui trovi la Pubblicazione originale

Autore: Sara Ferro

Mi chiamano Sara, vivo da sempre a Chioggia e sono nata il 12 ottobre 1979.

Lo stesso giorno nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America. Dal genovese ho imparato che l’America è quasi sempre dove non te l’aspetti. Lo stesso giorno nel 1938 iniziarono le riprese del film Il Mago di Oz, tratto da uno dei miei libri preferiti. Sono sempre alla ricerca di qualcosa, da qua[...]

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