Do You Speak Chioggiotto?

“El Barba Sucon”, una favola chioggiotta

Scritto da il 15 gennaio 2013 alle 16:01
Barbasuccon3

Nel post carnevalesco “how to cook fritole” ho citato la favola del “Barba Sucon”. Perché non facciamo un respiro profondo e cerchiamo di evocare i ricordi della nostra infanzia con qualcosa di semplice, di “easy”?

Tutti da bambini abbiamo saputo ascoltare il volenteroso narratore di turno; purtroppo ognuno di noi ora non ricorderà tutte le trame ed i personaggi. Ma se iniziamo a raccogliere le memorie di gruppo faremo un regalo a noi stessi ed alla generazioni presenti e future.

Il  termine Barba Sucon /Barbazuccone deriva dal latino medioevale “barbanus” ed è sinonimo di zio celibe. Zio Barba Sucon è il protagonista di questa favola, chioggiotta sì, ma anche un po’ gitana; con altri nomi il Barba Sucon si fa trovare in diverse storie sparse in tutta Italia; ho riscontrato infatti che la sua storia è conosciuta in tutto il Veneto. Ad esempio nel territorio delle Dolomiti zio Barba è un montanaro!

Leggiamo la versione chioggiotta.

C’era una volta un bambino di nome Pierino. Un giorno la mamma lo chiamò e gli chiese una cosa.

M. “Pierino, vai dal Barba Sucon e domandaghe la fersura el fersurin el fersuron per fare le frittole.” P. “Mi no vogio! A xè un vecio bruto, el Barba Sucon!” M.”Se no ti va, no ti mangiarà le fritole.” P. “Va ben, andarò”

E così Pierino arriva alla casa del Barba Sucon e comincia a chiamarlo per farsi aprire. Ma il Barba Sucon si fa attendere!

P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto la camisa”. P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto le braghe”. P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto i calsetti”. P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto le patele”. P. “Barba Sucon!” B. “Su qua, cossa vuostu!” P. “M’à mandà mia mama perchè ti me daghi la fersura el fersurin el fersuron per fare le frittole”. B. “Va ben, te la dago. Ma co ti me la porti indrio, vogio anca un fià de frittole e una bottiglia de vin dolse”.

Quando torna a casa, la mamma gli chiede come è andata.

M. “T’alo dà la fersura el fersurin el fersuron quel vecio Barba Sucon?” P. “Sì, mama, e a m’à dito anca che ghe porta delle frittole e del vin dolse” M. “Vecio ingordo! “

Così la mamma fa le frittelle e, come d’accordo, ne prepara un po’ per il Barba Sucon. Le mette in un cesto assieme a una bottiglia di vino dolce e chiama Pierino.

M. “Ecco qua: frittole, vin dolse e la fersura el fersurin el fersuron per el Barba Sucon!” P. “Mi no vogio, a xè un vecio brutto, el Barba Sucon!” M. “Bià che ti vaghi o el Barba Sucon no ne darà pì la fersura el fersurin el fersuron” P. “Andarò!”

Pierino si avvia verso la casa del Barba Sucon ma lungo la strada gli viene fame e così, una dopo l’altra, si mangia tutte le frittelle. Poi gli viene sete e beve tutto il vino.

“E adesso? Come fasso? El vecio Barba Sucon  no ne prestarà pì la fersura el fersurin el fersuron!”

Proprio lì vicino c’era un cavallo che stava facendo la i suoi bisogni. Subito Pierino, aiutandosi con delle foglie, impasta delle finte frittelle e, quando il cavallo fa la pipì, riempie la bottiglia. Cammina cammina, arriva alla casa del Barba Sucon.

P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto la camisa”. P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto le braghe”. P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto i calsetti”. P. “Barba Sucon!” B. “Aspetta che me metto le patele”. P. “Barba Sucon!” B. “Su qua, cossa vuostu!” P. “T’ò portà la fersura el fersurin el fersuron, le frittole e el vin dolse”

Il Barba Sucon assaggia una frittella e resta disgustato.

“Puah, che schifo! Ma questa xè cacca de cavalo! Me farò la bocca bona co un poco de vin…Puah,che schifo! Questa xè la pipì del cavalo! Brutto imbrogion, te vogio ciapare!”

Come un fulmine, Pierino scappa e il Barba Sucon dietro! Corri, corri, corri, Pierino arriva a casa e la mamma lo nasconde sotto il letto. Ma arriva anche il Barba Sucon arrabbiatissimo: “Pierino, adesso te ciapo!” Ma la mamma lo difende: “Vai via brutto vecio, e lassa stare el fantolin!”

Ma il Barba non si ferma e comincia a salire le scale.

B. “Su sul primo scalin!” M. “Ficcate sotto, ficcate sotto le coverte, Pierin!” B. “Su sul secondo scalin!” M. “Ficcate sotto, ficcate sotto!” B. “Su sul terso scalin!”M.”Ficcate sotto, ficcate sotto”. B. “Su davanti alla porta!” M. Ficcate sotto, ficcate sotto!” B. “Sù qua, deme el fio!” M.  ‘Na scoà sulla coppa te dago! Va via, brutto vecio e lassa stare el fantolin!”.

E così dicendo la mamma caccia via il Barba Sucon con la scopa. Pierino tutto contento esce dal nascondiglio, ma la mamma lo rimprovera:

“Ti ha imbrogià e disubidio. Per stavolta te perdono ma tì frittole no ti ghe ne magni nianca una perchè ti te l’ha zà magnà!”

Curta la fiaba, larga la via, conteme la vostra che la mia xè finia!

Contène le vostre, se avè vogia, letòri!

Ringrazio tutte le persone che hanno ancora voglia di raccontare favole: genitori, nonni, insegnanti, in particolare i colleghi della scuola elementare “S. Todaro” di Chioggia che, nell’anno scolastico 2006-2007 per il Progetto Cultura e Tradizioni Locali, nelle classi seconde hanno ideato un’attività coinvolgente per i bimbi con canzoni con testi e musiche ( a cura del musicista-maestro chioggiotto già componente della band “I Ragazzi di Strada”), disegni, lavori al pc, rappresentazioni teatrali.

Andate a visitare la loro pagina e salvaguardiamo la fantasia e la buona volontà! Non perdetevi gli mp3!

Autore: Elisabetta Donaggio

“I am he as you are he as you are me and we are all together”.  Mi piace partire con l’inizio di “I’m the walrus”, surreale canzone dei Beatles per presentarmi. Sono nata alla fine di luglio di …enta anni fa;insegno alla scuola Primaria. Sono vegetariana convinta dal 1996, amo la natura e la pace, vivrei di anguria e zucchero filato, AMO CHIOGGIA città “cubo di Rubi[...]

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