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“Chi trova un libro, trova un tesoro”. Una mostra alla scuola Don Milani

Scritto da il 30 gennaio 2013 alle 17:01
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La scuola come palestra di vita. Non accade solo al cinema in film come “L’attimo fuggente”, ma può diventare  realtà per quegli alunni che fortunatamente trovano insegnanti che vivono la loro professione come una vera passione educativa. Succede ad esempio alla Don Milani, dove insegnanti ed alunni del tempo pieno hanno allestito una mostra davvero speciale,  dal titolo “Chi trova un libro, trova un tesoro”.

L’iniziativa è nata dall’accorgersi che si legge poco e dal voler sperimentare un laboratorio sull’animazione alla lettura, fino a dar sfogo ed esprimere la creatività attraverso la costruzione di libri.

Patrizia Padovan, una delle insegnanti che hanno dato vita al progetto, racconta:

“Alternandoci in piccoli gruppi, abbiamo letto testi di vario tipo: narrativi, scientifici, regolativi, poetici. Attraverso l’ascolto, la lettura recitata, le animazioni, personaggi e storie prendevano vita. Si impara a comprendere il significato vivendolo. Questo lavoro ci ha permesso di realizzare “l’esperienza”, cioè di sperimentare ogni volta qualcosa di nuovo. L’incontro con un testo è sempre qualcosa di vivo e si rinnova ogni volta, sia per l’insegnante che per l’alunno; apre il varco a domande e scoperte, all’immedesimazione che risveglia il cuore per capire più profondamente se stessi. Leggere diventa quindi una possibilità di riprendere familiarità con il proprio giardino segreto.

Mercoledì 30 gennaio gli insegnanti della Don Milani che hanno partecipato al progetto hanno invitato colleghi ed educatori che operano a Chioggia, per condividere e insieme poter proporre un incontro pubblico. Presente anche l’assessore Massimiliano Tiozzo.

Spiega ancora Patrizia Padovani: “desideriamo incontrare chi, come noi, ha questa passione educativa e vede come priorità,  in un periodo così difficile, la necessità che i nostri ragazzi incontrino adulti capaci non solo di un richiamo etico, ma di far interessare l’uomo alla sua vita anche “assaporando parole e linguaggi”. Allora su “Ogni parola un seme”.

Ascolta l’intervista a Patrizia Padovani registrata durante il programma “Riservato per Due” di  Radio Bcs

Autore: ChioggiaTV

ChioggiaTV nasce nell’estate del 2009 come webtv che racconta tutto ciò che di bello accade in città. L’esperienza nel campo della comunicazione di Gianni Nardo, speaker storico e direttore artistico di Radio Bcs, e le competenze tecniche nella realizzazione di immagini e video di Daniele Monaro e Giovanni Rubin (ex Fotografica) si fondono e danno vita ad un prodotto locale nuovo, moderno[...]

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18 Commenti

  1. Francesca Voltolina

    30 gennaio 2013 at 19:40

    progetto meraviglioso!!!! 🙂

  2. Nicoletta

    31 gennaio 2013 at 08:58

    Sono una collega ed ho la fortuna di lavorare nella classe dov’è stato fatto questo progetto, devo dire che la passione con cui abbiamo lavorato e l’ entusiasmo che i bambini ci hanno trasmesso hanno fatto in modo che il risultato del nostro lavoro fosse questo e cioè un’esperienza vera e unica.

    • LORENA

      31 gennaio 2013 at 15:12

      AVREI VOLUTO ESSERE UNA BANDA…. e voi lo siete. Una grande banda !! Che ha lavorato con grande passione e ottimismo.
      VIVA IL TEMPO PIENO D.MILANI!!!

  3. raffaella

    31 gennaio 2013 at 09:23

    bellissima inziativa, da apprezzare, valorizzare e divulgare il lavoro degli studenti ma sopratutto da lodare il lavoro e l’impegno delle maestre.
    complimenti vivissimi.

  4. Admin

    31 gennaio 2013 at 11:14

    Ne abbiamo parlato perchè si parla sempre in maniera molto critica, e magari giustamente, del mondo della scuola: strutture non all’altezza, programmi che andrebbero rivisti, etc. Però poi la cosa importante, anzi fondamentale, sono le persone. Per cui è giusto valorizzare tutti gli insegnanti che, nonostante tutto fanno un grandissimo lavoro.

  5. Mafalda Gervasi

    31 gennaio 2013 at 13:56

    nel vedere questa mostra, alla quale sono stata invitata ieri, mi colpivano gli occhi dei bambini che ci mostravano i loro lavori e ci raccontavano la loro esperienza in questo viaggio della lettura,allora mi veniva in mente che scopo dell’educazione è quello di aiutare il bambino a diventare una persona felice e a vivere serenamente la scuola, lasciandogli la sufficiente libertà perchè questo sviluppo sia possibile…questo penso sia proprio stato vissuto da questi bambini e che le insegnanti stiano attuando il loro compito egregiamente!Complimenti e GRAZIE!

  6. LORENA

    31 gennaio 2013 at 15:16

    AVREI VOLUTO ESSERE UNA BANDA …. E voi lo siete! una grande banda che fa fatto una grande cosa con tanta passione. W TEMPO PIENO D.MILANI!!!!!

  7. laura

    31 gennaio 2013 at 16:39

    quando le insegnanti svolgono con amore il proprio compito sia scolastico che educativo e si rendono conto di avere tra le mani dei “piccoli diamanti grezzi”, come dice una mia amica, questo è il risultato!GRANDI LE MAESTRE E GRANDI I BAMBINI DEL TEMPO PIENO DELLA “D. MILANI”

  8. carla bacco

    31 gennaio 2013 at 16:42

    Ieri sono entrata alla “d. Milani” curiosa di scoprire cosa si “nascondeva” dentro all’invito ricevuto dalla mia cara amica Patty, con la quale ho avuto il piacere di condividere passioni e intenti. Ho trovato davanti a me dei bambini che raccontavano un percorso fatto in due mesi di scuola, ma non era solo e semplicemente così. Le loro parole non erano un copione da recitare ai visitatori della mostra, ma erano parole dettate da un’esperienza vissuta intensamente e realmente. In quel momento mi sono ritornate alla mente le parole che avevo letto, tanto tempo fa, nel libro“Come un romanzo” di Daniel Pennac:
    Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare’… il verbo “sognare”… Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: “Amami!” “Sogna!” “Leggi!” “Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!” “Sali in camera tua e leggi!” Risultato? Niente. Carissime colleghe, siete riuscite a far scaturire in tutti i vostri alunni il piacere del leggere; non un leggere perché “Bisogna leggere!”, ma perché “Leggere è per vivere” Grazie!!!!!!

  9. Michela De Perini

    31 gennaio 2013 at 18:45

    Complimenti! Bravi!!!! 😀
    Sono una collega e posso affermare che è un’esperienza senz’altro da apprezzare e da divulgare. Grazie a questo progetto i bambini hanno senz’altro scoperto il piacere del leggere, ma non solo: hanno dato vita a dei loro libri! Da questo progetto la loro fantasia ha dato sfogo. Molti di loro, senza esser “obbligati”, hanno rilegato libricini,(anche a forma dei loro personaggi), con all’interno tutte le storie più curiose e brillanti,inventate da loro, come dei veri piccoli scrittori! (e continuano a crearne!). Questa cosa mi ha colpita tantissimo!
    E come la scena tratta dal film “Attimo Fuggente” hanno strappato quelle “pagine” che “li tenevano legati” e hanno dato spazio all’esperienza!
    Grazie per aver condiviso quest’esperienza!

  10. Elvidio

    31 gennaio 2013 at 21:52

    finalmente una iniziativa svolta ad educare i nostri figli in maniera egregia e piacevole per i bambini che si sono resi capaci di stupire e di stupirsi.Brava Patty

  11. Daniela

    31 gennaio 2013 at 23:11

    Quando le insegnanti sono grandi riescono far crescere i nostri figli consapevoli delle loro qualita nonostante ci siano delle grosse dificolta economiche se c’e lentusiasmo d’insegnare anche con pochi fondi si riesce a fare delle esperienze indimenticabili per i nostri figli che se le ricorderanno per sempre . Sono molto fiera che mia figlia sia iscritta alla don Milani e spero che queste insegnanti nonostante tutte le difficoltà ( economiche e non ) non si arrendono mai di fare queste iniziative e far crescere i ragazzi con tanto entusiasmo come fin’ora . Grazie

  12. enza

    1 febbraio 2013 at 06:51

    …e gia’…”trovi sempre qualcuno di buona volonta'”….e gli altri insegnanti sono pagati senza lavorare!?!?!?…ma come sapete vendere bene la vostra merce!!!!!

  13. Admin

    1 febbraio 2013 at 15:08

    Enza..francamente non si capisce bene il tuo commento. A cosa ti riferisci? Nessuno ha detto che gli altri insegnanti sono pagati senza lavorare. C’è da dire che comunque negli anni che ho frequentato il mondo della scuola ho visto insegnanti di tutti i tipi e alcuni non erano assolutamente all’altezza del lavoro che stavano svolgendo. Parlo di molti anni fa ma credo che le cose siano così anche oggi e uguali ad ogni altra attività o lavoro: c’è chi fa le cose con passione e preparazione, chi fa il minimo sindacale tanto per meritare lo stipendio a fine mese e chi francamente…non raggiunge nemmeno quel livello. Avere fatto i complimenti a degli insegnanti non significa che gli altri siano scarsi…questa è una conclusione a cui sei arrivata tu e che non trova riscontro nel senso di quello che è stato scritto.

    • enza

      1 febbraio 2013 at 22:14

      Ciò che ho scritto mi è venuto di getto dopo aver ascoltato l’intervista di radio BCS. Mi hanno dato fastidio proprio le parole che ho messo tra virgolette, dette dall’insegnante Padovani.
      La Scuola non va avanti perchè “trovi sempre qualcuno di buona volontà”! La Scuola (io conosco meglio quella dell’infanzia e la primaria)va avanti perchè gli insegnanti tutti, prendono sul serio il loro lavoro,con piena coscienza di stare formando le persone che costruiranno il futuro…tutto qui.

  14. Daniela Donà

    22 maggio 2013 at 10:48

    Salve, sono una maestra e conoscendo Patrizia immagino il lavoro fatto, che vedrò alla mostra.
    Volevo fare i complimenti al gruppo di lavoro della Don Milani.
    Leggevo, poco tempo fa, i dati riportati da Giovanni Peresson, responsabile dell’ufficio studi dell’AIE: ” Sono il 58% i bambini e ragazzi che, dai 6 ai 17 anni, si appassionano a romanzi, fantasy, gialli e favole. Basta che siano libri. I ragazzi sono sempre stati dei buoni lettori, ma la vera novità è come il dato della lettura under 18 resista all’aumento delle sollecitazioni esterne e addirittura aumenti. Se qualche anno fa la forbice di separazione dagli adulti era di 8 punti ora sono addirittura 12!”

    Credo che la scuola primaria sia la vera protagonista di questo successo.

    Sarebbe bello ed utile che esperienze come quella della scuola Don Milani venissero divulgate nelle scuole, fossero visibili tra i bambini, non finissero in archivio.
    Perché non documentarle, magari in un video da far circolare tra le scuole?

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