Do You Speak Chioggiotto?

Assistenza sessuale: necessità o furbata?

Scritto da il 30 gennaio 2013 alle 14:01
Assistenza sessuale

Il mestiere più antico del mondo, detto poeticamente della “lucciola”o più crudemente “prostituta”, è da sempre considerato un lusso o piacere che l’uomo si concede per suo arbitrario capriccio.

Si può essere favorevoli o assolutamente contrari a questo tipo di pratica, qui non è la sede per discuterne. Personalmente non ho mai ritenuto il meretricio un diritto inalienabile dell’essere umano, ma solo una scelta personale fatta in piena coscienza e libertà.

Eppure c’è chi, consapevole di vivere una situazione di svantaggio, la rigira in suo favore, chiedendo che la prostituzione diventi un diritto delle persone con disabilità fisica o psichica. Questo è il pensiero soggettivo di chi scrive, non una realtà assoluta, intendiamoci.

Questo tema è oggetto di tavole rotonde e seminari da molti anni, ma è balzato alle cronache odierne per una petizione lanciata sul sito http://firmiamo.it/assistenzasessuale da un web designer- Maximiliano Ulivieri- il quale sostiene:

assistenza sessuale”L’assistenza sessuale alla persona affetta da disabilità fisica o mentale nasce per permetterle di fruire di una pratica necessaria, più spesso indispensabile, al suo benessere psicofisico.

Le pulsioni sessuali costantemente represse e impedite nella loro manifestazione, sia autonoma sia relazionale, si risolvono in un costante e ossessivo stress psichico che affligge non poco l’esistenza di chi non ha autonomia nell’uso del proprio corpo. Determinate forme di disabilità, rendono impossibile l’uso delle mani, quasi tutte le forme di disabilità rendono difficoltosa, quando non proibitiva, l’interazione fisica e sessuale con partner adeguati, più spesso con qualunque tipo di partner consenziente. L’assistenza sessuale si configura come una pratica soprattutto relazionale, empatica e comunicativa. Attraverso il periodo in cui si svolgerà la sessione d’incontro tra la persona che lo richiede e l’assistente, il fulcro dell’interesse sarà nello stabilire un rapporto empatico. Quello che l’assistente debitamente preparata deve riuscire a trasmettere all’altro è innanzitutto l’accettazione del suo corpo attraverso l’esplorazione manuale, l’accarezzamento, il massaggio. Concedere un momento di profondo benessere e attenzione all’altro inteso nella sua dimensione olistica, globale: l’uso delle mani sarà accompagnato dalla voce, da musica, dal racconto. L’assistenza viene non a caso definita sessuale. Il che significa che il corpo sarà preso in considerazione nella sua interezza. L’area genitale, generalmente la più trascurata nelle pratiche di massaggio e quella trattata con più distacco o imbarazzo in chi assiste la persona disabile nelle sue funzioni corporali quotidiane, sarà al centro di particolare attenzione e manipolazione, al fine di rimuovere tensioni e pulsioni concentrate e dannose che solitamente si manifestano come interesse ossessivo verso il sesso e l’area genitale in tutti quei casi in cui non trovino modo di essere canalizzate per molto tempo. L’assistenza sessuale non prevede alcuna tipologia di contatto a rischio contagio, scambio di fluidi né penetrazione. La sfera sessuale è approcciata attraverso lo scambio emozionale e comunicativo, il sentimento dell’accettazione del corpo, la conduzione all’apice del piacere sessuale attraverso le mani.  La durata indicativa della sessione d’incontro è un’ora e mezza.”

quasi amiciL’iniziativa ha raccolto già 1500 firme.  Personalmente, da donna disabile, davanti a questo tipo di approccio sorrido amaramente e vi spiego perchè. Il voler far passare l’assistenza sessuale come un momento di coccole e relax è assolutamente fuorviante e ingannevole: da sempre, chi è favorevole all’introduzione della figura dell’assistente sessuale chiede che una persona preparata e seguita da uno staff medico, abbia con il disabile uno scambio sessuale che può prevedere o meno, un rapporto completo. I disabili chiedono che tale attività sia riconosciuta come legittima, per chi è in condizioni psico fisiche gravi e che sia pagata in parte o totalmente dallo stato, come spesa medica. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’approccio blando ed olistico proposto in questa petizione, che in questo modo, facendo passare il tutto per un pratica soft, si prefigge di far abrogare questo progetto.

L’assistente sessuale è anche detto “caregiver”, ovvero “datore di cura”; ma qui si parla di pura assistenza sessuale, non di massaggi, relax e bacetti vari. Chi scrive è fortemente contraria a tutto ciò per vari motivi. Se io uomo o donna disabile volessi una serie di cure olistiche potrei usufruirne, vi sono molte associazione che promuovono corsi di massaggi, relax e traning autogeno pressocchè gratuiti. Se invece volessi cercare un partner per fare sesso e per svariati motivi (fisici ed emotivi) non lo trovassi, se lo volessi andrei a cercarne uno a pagamento, a mie spese e non pretenderei alcunchè dallo Stato, ci sono questioni ben più importanti che lo Stato dovrebbe affrontare in tema di disabilità. In questa iniziativa si parla di assistenza sessuale, senza specificare a chi è destinata. Si intendono uomini e donne, ma all’atto pratico è un iniziativa sostenuta da uomini che cercano compagnie femminili. Le donne, da sempre ritenute disinteressate al sesso, anche in questo caso non sono debitamente interpellate, correndo il rischio di imbattersi non in un “care giver” ma in semplici mascalzoni. Il punto fondamentale: come persona con disabilità, fatico ogni giorno a far valere i miei diritti, sociali, lavorativi etc. e da sempre desidero che in ogni ambito della vita io possa essere considerata persona e non “persona diversa” con i suoi diritti, ma soprattutto persona con doveri.

Quasi-Amici-Intouchables-filmTrovo degradante il ricorrere costantemente ad una condizione di svantaggio, per ottenere furbamente chanches aggiuntive e corsie preferenziali. Mi opporrò sempre a questo tipo di comportamenti, anche quando ad attuarli sono persone “simili“ a me.

L’utilizzare una figura specifica spesso maschera inadeguatezza al sapersi relazionare con l’altro sesso, il piangersi addosso  e pretendere qualcosa invece di mettersi in gioco, anche beccandosi un rifiuto. Per molti è la strada più facile, ma secondo me anche la piu vile. Come avrete capito non ci vado giù molto leggera con alcuni miei “compagni di categoria”, ma ho principi molto saldi e chiari.

L’affettività- sessualità è fondamentale, per tutti, ma non può ridursi ad un diritto che pesa sulle spalle della collettività, aumentando sempre più il divario tra normodotati e disabili.

Note
Foto: www.nanopress.it;  www.lastampa.it; www.deviantart.com;  http://sexualidadespecial.blogspot.com.es. ; http://www.paid2write.org

Autore: Valentina Boscolo

Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate. Nell’istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione. D’altra parte se pensate: “Non funzionerà mai”, proprio in quel momento ogni cellula del vostro essere si indebolirà, smettendo di lottare, e tutto volgerà al fallimento”(Da[...]

Leggi il resto su .