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Basta un cognome: “el Chiereghin”

Scritto da il 24 settembre 2012 alle 13:09
Marco Chiereghin

El Chiereghin: così Marco è noto tra i musicisti di Chioggia. Scopriamo insieme che storia si cela dietro questo nome e quanta musica è nata grazie alla sua batteria. Nel suo sito Marco di sè dice:

“Fin da piccolo ho avuto la passione per la batteria e le percussioni, battevo su barattoli di latta, scatole di cartone e pentole, ottenendo suoni percussivi diversi e simulando la mia prima batteria. Questa ricerca di suoni e ritmi è cresciuta e continua a crescere dentro ed assieme a me, diventando sempre più importante nel tempo, in una continua fusione di idee nel ricercare, studiare e creare musica.”

All’età di 13 anni un padre salesiano, Don Luigi, vedendolo percuotere tutti gli oggetti che trovava per fare del ritmo (comprese le panchine della chiesa e durante la messa), lo invita ad usare la sala prove dell’oratorio; così suona la prima vera batteria e nasce il primo gruppo.

Allora Marco, cosa è successo dopo? Parlaci dei tuoi primi gruppi e dei generi musicali da cui sei partito.

Il primo gruppo è nato all’oratorio e si cercava di fare i brani che si sentivano per radio o quelli che più avevano successo; un paio di anni dopo mi sono spostato anche fuori dall’oratorio, trovando altri gruppi con cui suonare; in uno di questi ho incontrato Renato Naccari, con cui ho un feeling musicale inossidabile e che ancora oggi suona con me. Il genere musicale era quello che mi piaceva, complicato e a volte impossibile, ma era quella la vera sfida: vedere se si consumavano prima le testine ed il nastro della cassetta o la mia pazienza.
Nello stesso periodo (15 anni) inizio a suonare anche con una orchestra da ballo con tutte persone molto più vecchie di me; suono su piazze, matrimoni, sale da ballo iniziando così a fare i primi concerti pagati che mi permettono di comprare la mia prima batteria. Poi ho iniziato a studiare al conservatorio di Venezia e a cercare nuove esperienze musicali fuori da Chioggia. Ho lavorato in uno studio di registrazione, registrando moltissime band tra cui i Viceversa, cantanti o musicisti solisti; ho anche registrato il metodo di batteria del mio insegnante di conservatorio Aldo Buonomo (il batterista rock – nuova carisch 1995).

Cosa ascoltavi agli inizi e cosa ascolti ora?

Ho sempre ascoltato qualunque genere musicale e in ogni genere cercavo di capire come andava eseguito, quale fosse l’espressione giusta da dare e il perché quel genere piace a determinate persone e ad altre no. Per lo stesso motivo ancor oggi ascolto di tutto e continuo a fare lo stesso tipo di ricerca, forse in maniera più mirata per motivi di lavoro da compositore, ma è un’abitudine che mi è rimasta e trovo molto costruttiva. Comunque i gruppi che preferisco sono gli Yes e i Genesis.

Fra le tue foto ho scovato la copertina di un cd “anni 90”. C’è stata anche una fase dance nella tua vita. Da cosa è nata?

La fase dance è iniziata assieme a Mauro Monaco: abbiamo fatto diversi brani assieme per alcune delle migliori case discografiche di musica dance del periodo di Milano e Bologna e con un brano siamo entrati a far parte del cd colonna sonora del film “Anni 90 parte seconda”. Ho continuato e continuo ancor oggi a comporre brani dance, alcuni li pubblico figurando come compositore e altri li vendo completamente rinunciando ai diritti d’autore.  Ho circa 100 brani depositati alla SIAE, quasi la metà sono pubblicati e fanno parte di CD suonati da artisti di musica pop, liscio o dance.

Marco Chiereghin è rock, è funky, è dance ed è anche liscio. Qualche parola su
questa esperienza: cosa ti ricordi soprattutto?

Ho iniziato a girare per le sagre già a 15 anni; oggi molte orchestre fanno finta di suonare o suonano sopra basi già registrate, ma in quegli anni si suonava dal vivo e quindi, essendo batterista, avevo l’obbligo di restare rigorosamente a tempo perchè i ballerini, se non riuscivano a ballare, venivano a lamentarsi; dovevo ricordare che alcuni generi dovevano essere eseguiti più veloci se si suonava in Romagna e più lenti se eravamo in Veneto, cambiare dinamiche e forza a seconda del locale o suonare per ore senza fermarsi. Nel corso degli anni ho continuato a suonare con varie orchestre facendo circa 200 date l’anno in varie città del nord Italia e trasformando così una “passione musicale” in un secondo lavoro, che ho interrotto qualche anno fa. Per tutti gli anni di questa esperienza ho continuato a suonare e collaborare anche con gruppi di Chioggia e Padova.

Io ti ho conosciuto con i The Cage, poi sono arrivati i GoodLife e dal 2010 hai intrapreso due nuove esperienze con i Crash e FunKey-Groove. Due band diverse che fanno generi musicali abbastanza lontani fra loro: cosa ti assomiglia in una e nell’altra?

Prima di questi due ce ne sono stati molti altri, con generi sempre diversi e con un paio anche di musica propria; con uno abbiamo partecipato a Sanremo Autori (credo nel ’94), concorso che vedeva oltre 1500 autori da tutta Italia e classificandoci tra i primi 200. Comunque ora con i Crash faccio un genere dove posso “sfogarmi”, suonare d’istinto e non preoccuparmi troppo se un passaggio è fatto in una maniera invece di un’altra, l’importante è tenere un buon ritmo e avere un bel suono sotto. Con i FunKey-Groove, invece, sono costretto a rispettare tempi, passaggi e stacchi, quindi un genere dove la precisione e la dinamica della batteria è fondamentale nel seguire, evidenziare, esprimere gli stacchi della sezione fiati, le melodie delle voci o dare movimento al brano assieme al basso. Otre a questi suono anche con Riccardo Vianello con i Truma, altro genere dove la batteria diventa percussioni, effetti e rumori.

Nel 2011 hai avuto un’altra grande occasione: Marco Chiereghin batterista di Gerardina Trovato. Come è  nato tutto? Come è  stato lavorare con lei?

Grazie ad un mio vecchio amico che suonava con Gerardina sono stato contattato, le è piaciuto come suono e così ho iniziato a prepararmi, prima registrando un brano che doveva essere presentato al festival di Sanremo, ma che poi non ha partecipato, poi in occasione di un concerto di beneficenza fatto a Vicenza. Gerardina è una bella persona, brava musicalmente e di animo sensibile e forse le persone che le girano attorno se ne approfittano. Oltre al concerto avevamo iniziato a registrare e riarrangiare dei suoi brani per fare un CD, poi per motivi lunghi che non sto a spiegare è finita questa esperienza.

Abbiamo parlato del passato e del presente, che progetti ci sono invece nel tuo futuro?

Sicuramente continuare a suonare, comporre e continuare ad imparare cose nuove.  Tra alcuni di giorni uscirà un mio nuovo lavoro fatto assieme a Marina Pernini, un brano dance che sarà disponibile sui vari digital store. Con Marina sto partecipando ad un progetto che però credo sarà compito suo spiegare. Sto lavorando anche ad un mio progetto che avevo depositato in cassetto da alcuni anni e forse finalmente riuscirò a finire: si tratta di brani strumentali di generi diversi, in pratica un mix delle mie esperienze musicali frullate assieme.

Domanda classica: un consiglio per chi comincia ora a suonare?

Non esiste un consiglio che funzioni meglio di altri, in qualunque momento possono esserci degli ostacoli facili o difficili da superare. Secondo me è scegliere le persone giuste per iniziare il viaggio nel mondo della musica, avere delle persone che crescono allo stesso modo e con la stessa voglia di suonare, suonare con più persone possibili e fare stili diversi, ascoltare gli altri strumenti, divertirsi.

Autore: Chiara Tiozzo

Sono Chiara, classe 1982 e faccio parte di ChioggiaTV dalla sua nascita.

Lavoro dal 2005 come Architetto Iunior ma qui voglio condividere con voi le mie due grandi passioni: la musica e la fotografia.

La musica è da sempre la colonna sonora della mia vita. Ascolto quasi di tutto anche se il mio più grande amore è il Rock, da cui deriva il mio soprannome di ChiaRock.
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